Maro’, due anni dopo … chi sono i veri responsabili?


In questo giorno di festa del 2 giugno ampio spazio ha avuto nei mezzi di comunicazione la teleconferenza con due fucilieri di Marina dei Nuclei Militari di Protezione – NMP (il capo di prima classe Massimiliano Latorre e il secondo capo Salvatore Girone), trattenuti in India in seguito al noto e controverso episodio d’armi avvenuto in acque internazionali nel mar Arabico il 18 febbraio 2012.

Ferme restando le responsabilità individuali ancora da accertare, esistono pero’ responsabili gia’ noti del disastro politico diplomatico e delle sofferenze umane e materiali sia dei presunti pescatori uccisi dal fuoco ancora non meglio identificato sia dei militari e delle loro famiglie.

Essi sono i titolari dei dicasteri e delle funzioni pubbliche che hanno dato vita all’ennesima operazione militare stracciona di quest’Italietta repubblicana, vale a dire i firmatari dei provvedimenti sottostanti

  1. Decreto-legge n. 107 del 12 luglio 2011 “Proroga delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia e disposizioni per l’attuazione delle Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. Misure urgenti antipirateria.” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 160 del 12 luglio 2011 ed entrato in vigore il 12 luglio 2011 (precisamente Articolo 5);
  2. Legge 2 agosto 2011, n. 130: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge n. 107 del 12 luglio 2011, recante proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia e disposizioni per l’attuazione delle Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Misure urgenti antipirateria.”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 181 del 5 agosto 2011 ed entrata in vigore il 6 agosto 2011;
  3. Decreto del 1º settembre 2011 “Individuazione degli spazi marittimi internazionali a rischio di pirateria nell’ambito dei quali può essere previsto l’imbarco dei Nuclei militari di protezione (NMP)”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 212 del 12 settembre 2011 ed entrata in vigore il 27 settembre 2011;
  4. Decreto del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto n. 963/2011 del 7 ottobre 2011 “Decreto di disciplina delle procedure tecnico-amministrative afferenti la materia della sicurezza della navigazione (safety) e la sicurezza marittima (maritime security) in relazione alle misure urgenti antipirateria”.

I responsabili principali hanno generalità’ note ed immediatamente identificabili, precisamente:

  • Napolitano, Presidente della Repubblica;
  • Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri 
  • Frattini, Ministro degli affari esteri 
  • La Russa, Ministro della difesa 
  • Maroni, Ministro dell’interno 
  • Alfano e Palma, Ministri della giustizia 
  • Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze
  • Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Brusco, Comandante Generale delle Capitanerie di Porto

Assieme a loro andrebbero ritenuti responsabili tutti coloro che nella catena di comando e nei successivi governi fino al fatidico 18 febbraio 2012 non hanno posto in essere quelle regole di ingaggio certe e quegli accordi bilaterali con i paesi rivieraschi che avrebbero consentito uno svolgimento puntuale del servizio secondo regole chiare, in accordo al principio quando si ha a che fare con l’uso delle armi non si può lasciare nulla al caso.

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