Naufragio del gruppo EFDD di Farage: una possibilita’ di riscatto per il M5S

Nei corridoi dell’Europarlamento la debacle dell’EFDD, che ha dovuto chiudere i battenti prematuramente a causa della defezione di Iveta Grigule, tiene banco e c’è un gran movimento fra tutti i gruppi per dividersi le spoglie di quello che resta del gruppo che doveva fare sfracelli, mettendo a nudo le contraddizioni, le incongruenze e gli sprechi dell’Europa.
In questo marasma, i parlamentari eletti nel M5S alle scorse europee hanno paradossalmente piu’ da guadagnare che da perdere:
  1. Hanno dimostrato che le scelte dettate da demagogiche e disinformate consultazioni online ed imposte alla rappresentanza loro malgrado non sono necessariamente le migliori;
  2. Possono ora vantare su una esperienza di qualche mese ed in grado di capire i meccanismi parlamentari molto meglio di come lo fossero gli apprendisti stregoni che hanno negoziato l’adesione al gruppo di Farage;
  3. Si sono scrollati di dosso la zavorra rappresentata da chiassosi populisti inglesi ed impresentabili ex camionisti svedesi che li avevano virtualmente emarginati nella distribuzione degli incarichi;
Per capitalizzare questa insperata “fortuna” che magari alcuni di loro neppure percepiscono, abbandonati nella depressione di trovarsi improvvisamente “orfani” di un gruppo politico e virtualmente emarginati nel limbo dei “non iscritti”, da osservatore esterno mi sento di dare ai signori ed alle signore parlamentari pentastellati/e una serie di consigli gratuiti:
  • Evitare come la peste l’abbraccio mortale con Marine Le Pen che li getterebbe definitivamente nella categoria degli “intoccabili” e li vedrebbe in ogni caso messi in secondo piano dal punto di vista mediatico;
  • Rigettare altre sirene provenienti dalla “Perfida Albione” nelle sembianze dei Conservatori (ECR), partito e posizioni con il quale non hanno nulla a che spartire, a parte forse una parte del loro elettorato che trova interessante l’antieuropeismo populista ma di facciata di Cameron, in realtà supino agli interessi del grande capitale e degli speculatori della City (come d’altronde lo e’ Farage);
  • Approfittare del controllo centrale indebolito, del “laccio allungato” che il vuoto di potere seguito alla defenestrazione di Messora consente ora al gruppo parlamentare un più ampio margine di manovra;
  • Fare bene i propri compiti a casa, vale a dire scegliere con chi stare sulla base di programmi ben definiti, patti chiari e priorità programmatiche (in termini di gestione di dossier strategici per i “grillini”) condivise con il nuovo gruppo;
  • Rispedire al mittente ogni tentativo di metterli sotto tutela tramite nuove ridicoli sceneggiate assembleari come quella che ha portato alla scelta quasi suicida di aderire ad EFDD, esperienza che fortunatamente per loro e per tutti si e’ prematuramente ed ingloriosamente conclusa.
Avendo avuto modo di conoscere alcuni dei parlamentari pentastellati ed il loro staff in questi mesi, alcuni di loro si sono finora dimostrati meno peggio di quello che poteva temersi alla vigilia: sono giovani, motivati, stanno facendo esperienza ed impareranno, l’essenziale e’ che si concentrino sul lavoro da fare a Bruxelles e non sulle sparate romane del “grillo parlante” …

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