Il piano d’azione in 10 punti della Commissione Europea sulle migrazioni: quanto e’ efficace?

Sull’onda emotiva dell’ennesima tragica giornata, che ha visto le acque del Mediterraneo testimoni di due separati incidenti di navigli imbarcanti immigranti provenienti dalle coste africane diretti in Europa, con un computo in vite umane ancora da accertare ma certamente pesantissimo, la Commissione esce dal suo lungo torpore sulla materia e lancia alcune proposte.
Queste proposte, un decalogo di buone intenzioni da discutersi con gli Stati membri nel corso del prossimo giovedì 24 Aprile sono esplicitate nel comunicato stampa rilasciato ieri, 20 Aprile 2015 (Joint Foreign and Home Affairs Council: Ten point action plan on migration). 
Sommariamente essi consistono in:
  1. Rafforzare le operazioni Triton e Poseidon nel Mediterraneo aumentando le sue risorse finanziarie ed estendendo la loro area d’intervento.
  2. Sforzo sistematico per catturare e distruggere le imbarcazioni usate dai trafficanti.
  3. Si prevedono incontri regolari fra Europol (l’ufficio di polizia europeo), Frontex (l’agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne), Easo (l’ufficio europeo di sostegno per l’asilo) ed Eurojust (l’agenzia di cooperazione giuridica europea) per raccogliere informazioni sul modus operandi e i fondi di cui dispongono i trafficanti di esseri umani.
  4. Easo dispiegherà delle squadre operative in Italia e Grecia, per processare congiuntamente le richieste di asilo.
  5. Gli Stati Membri prenderanno le impronte di tutti i migranti.
  6. Meccanismo di ricollocazione d’emergenza.
  7. Programma volontario europeo pilota sul reinsediamento per le persone bisognose di protezione.
  8. Programma di rimpatrio migranti irregolari, coordinato da Frontex.
  9. La Commissione e il Servizio di Azione Esterna dell’Ue si impegneranno verso paesi confinanti con la Libia, in particolare verranno rafforzate le iniziative in Niger.
  10. Verranno dispiegati funzionari di collegamento dell’immigrazione (Ilo) in paesi terzi chiave per raccogliere informazioni d’intelligence su flussi migratori e rafforzare il ruolo delle delegazioni europee.
Ora, quanto questo piano, che dovra’ appunto essere discusso, anche nei termini finanziari nel corso del Consiglio straordinario del 24, risponde potenzialmente alle necessita’?
CSV ha iniziato una discussione in merito nel suo gruppo di FaceBook (link) alla quale vi invitiamo a partecipare e dire la vostra.

Premesso che se c’e’ la volontà politica tutto si può fare, gli elementi che ci fanno avanzare dubbi sull’operazione sono:

  • La mancanza totale di una indicazione sul dispositivo militare avanzato da dispiegarsi in Africa 
  • La mancanza di indicazioni chiare sul finanziamento di questa operazione … 
La prima “lacuna” pur se deluderà qualcuno, appare tuttavia “normale” sia da un punto di vista legale, visto che la UE non ha competenze in materia, sia dal punto di vista “politico”, dato che l’opinione generale predominante a livello di cancellerie europee e’ di non intervenire in loco ma solo giocare di rimessa in modalità “reattiva”.
Sul secondo punto va fatta invece chiarezza urgente, visto le cifre che circolano e che saranno discusse al Consiglio straordinario non appaiono allo stato attuale fare una gran differenza rispetto alla situazione attuale.
In conclusione. probabilmente si riuscirà’, sempre ammesso che ci sia quella volontà di cui sopra, a gestire la situazione di “emergenza” ma i nodi strutturali della questione (migrazione-stabilita’-sicurezza-sviluppo economico) mi paiono ben lontani dall’essere affrontati via una credibile e sistematica strategia di risoluzione.

In questo contesto, continuano le ipocrite e stucchevoli sceneggiate mediatiche dei “capibastone” politici europei, forse dimentichi quando alla vigilia delle elezioni europee ricordavamo loro la gravita’ della situazione e la necessita’ di un intervento urgentissimo e risoluto (si veda intervento nel corso del rally elettorale di presentazione dei candidati dei liberali europei alla presidenza della Commissione Europea nel febbraio 2014 nel video sottostante).

La riflessione amara sull’atteggiamento dell’Europa e più in generale della comunità internazionale sulle tragedie in corso nel Mediterraneo e’ ben sintetizzata da questa frase nel IV Atto, Scena I dell’Otello di Shakespeare … “Se la terra potesse partorire fecondata da lacrime di femmina, ogni goccia sarebbe un coccodrillo”.

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