La competenza UE in merito alla cosiddetta #buonascuola: Q & A

Abbiamo ricevuto qualche ora fa questa richiesta da parte di Daniela Servello, alla quale volentieri rispondiamo

Buonasera colleghi.

Iin merito alle azioni che stanno nascendo per ricorrere contro la legge 107/2015 (la c.d. #buonascuola, n.d.r.) che esclude gli abilitati dalle assunzioni, vorrei chiedere il parere di Massimo Bernacconi che è attivo politicamente a Bruxelles e che può dirci se ci sono gli estremi per procedere con azioni presso la corte Europea. Per chiarire meglio la situazione: un abilitato TFA (abilitati esclusi dal piano assunzioni, a differenza dei colleghi abilitati SISS che invece ne risultano beneficiari) è stato di recente assunto dal giudice del lavoro con sentenza di immissione in GAE a pieno titolo e, quindi, inclusione di diritto nel piano delle assunzioni straordinarie dell’attuale riforma della scuola. Ringrazio anticipatamente chi vorrà contribuire alla discussione.

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Risposta:

Cara Daniela Servello,

la mia opinione è che agire direttamente presso la Commissione Europea (e certamente nessuna delle Corti a questo stadio) nel merito della Legge 107/2015 c.d. della #buonascuola serva a ben poco.


Gli Stati membri sono, infatti, responsabili dei contenuti e dell’organizzazione dei loro sistemi di istruzione e formazione professionale. Gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea specificano chiaramente che la UE non ha la competenza per armonizzare le disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri in questi campi, che quindi si muovono in ordine sparso conservando la diversità delle norme e priorità nazionali.
Quindi, la UE non ha quindi la facoltà di legiferare in materia di istruzione, formazione e politiche giovanili ma si limita quella di coordinare, agevolare e assistere i processi di apprendimento in ambito europeo (es. Erasmus), nonché di incoraggiare la collaborazione tra gli Stati membri (es.
processo di Copenaghen, in pratica, ben poco).

Ora, i sindacati confederali hanno annunciato che si rivolgeranno anche alla UE senza purtuttavia specificare come. E naturalmente non specificano come perché si limiteranno a battaglie di retroguardia tramite interpellanze parlamentari di bandiera alle quali il commissario di turno dichiarerà la non competenza in materia.

Cosa si può fare quindi in ambito europeo? Occorre verificare, leggendo accuratamente i passi della Legge, se essa non leda ambiti nei quali invece la UE ha competenza, ad esempio il mercato interno, la concorrenza, etc. Anche se a prima vista mi pare alquanto improbabile, un tentativo a mio avviso dovreste farlo, ma servono tempo, conoscenza e costanza; da un lato i Trattati e l’acquis communautaire (es: carta dei diritti fondamentali, etc); dall’altra ogni singolo articolo della legge.

Se trovate qualcuno che si prende l’impegno sono disponibile a consigliare su un elemento specifico di dubbio, ma sappiate che si tratta di un lavoro lungo, più adatto per un ufficio legale di una grossa associazione.

Rimango in attesa di vostre nuove.

Massimo



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