#britexit :lasciate che i cittadini britannici decidano in pace sul proprio destino

Come molti altri gruppi di pressione, siamo stati invitati ad aderire alla campagna per mantenere UK in Unione Europea.

Indipendentemente da quello che uno possa pensare dell’Europa e delle sue istituzioni, ribadiamo la nostra contrarietà a questo genere di iniziative. Noi di CSV predichiamo un rigido non intervento negli affari interni degli altri paesi; analogamente a quando abbiamo chiesto di finirla con consigli più o meno interessati e sceneggiate come quella durante il referendum greco sul piano di salvataggio, riteniamo che stia al popolo di sua maestà britannica decidere sul proprio futuro.

Se possiamo dare un consiglio agli amici LibDems, riteniamo inoltre che chiedere a cittadini o gruppi o associazioni di paesi terzi di sostenere una tale campagna sia anche controproducente per i loro obiettivi, in quanto l’elettore medio lo percepirebbe (e non a torto) come una indebita ingerenza.

Se poi vogliamo allargare il discorso, come fu nel caso del referendum scozzese, riteniamo che i cittadini del Regno Unito siano abbastanza adulti da capire quali siano i loro reali interessi e che essi e la piazza finanziaria londinese abbiano tutto da guadagnare nel rimanere ancorati a Bruxelles, visto che godono dei vantaggi dell’Unione e non ne pagano pienamente il prezzo, usufruendo della clausola “opt-out” quando le misure comuni non convengono.

E per quanto riguarda gli altri stati membri … ma siamo proprio sicuri che britexit sia cosi’ negativa per gli altri? Certamente lo sara’ nel breve periodo, ma nel medio potrebbe costringere ad un profondo ripensamento e consentire di ripartire con rinnovato slancio dall’attuale palude politico-istituzionale verso gli agognati “Stati Uniti d’Europa”.

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