La Francia rischia di innescare una pericolosa parabola liberticida.

Quando il rimedio potrebbe alla fine esacerbare il male che si pretenderebbe di combattere. 
Dopo decenni di noncuranza e di considerazione del tema “dell’ordine” in termini puramente strumentali, presi fra demagogie ed opportunismo di diverso colore politico, ora si cerca di correre tardivamente ai ripari buttando a mare il bambino con l’acqua sporca. 
Spiace che ad “aprire le danze” sia proprio la Francia, quella che si proclama come la patria dei diritti dell’uomo e del cittadino (26 Agosto 1789) ma anche troppo spesso cedendo a tentazioni reazionarie ed isteriche (bonapartismo, boulangismo, affare Dreyfus, pied-noirs, etc). 
Ora, proprio da un governo sedicente socialista, arriva la doccia fredda della comunicazione al Consiglio d’Europa che la Francia potrebbe, in virtù dello Stato d’Emergenza emanato all’indomani degli attentati di Parigi, ” derogare alla convenzione europei dei diritti dell’uomo”. 
Ciò non e’ accettabile … la nostra cultura, la nostra differenza, quello che ci distingue da fenomeni come quello del fondamentalismo religioso o politico che abbiamo costruito dopo la fine della II GM e’ proprio quello di affrontare le emergenze nel rispetto di questi principi. 
E’ per difendere questi principi che siamo disposti, come cittadini, ai sacrifici necessari e non per accompagnare una “discesa agli inferi”, una comoda scorciatoia che consenta ai governi inefficaci nel migliore dei casi, quando non conniventi, di recuperare per vie brevi quello che non sono riusciti o non hanno voluto fare nei decenni passati.
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