IMMIGRAZIONE & RIFUGIATI: DOVE SEI EUROPA?

Pensieri ed inquietudini notturne.

La partita sulla quale si sta giocando il futuro dell’Europa intesa come comunita’ di stati, uniti in una tentennante unione economica e zoppa unione politica si svolge ai due estremi del continente: al confine tra la Grecia e la Macedonia (FYROM) e sulle spiagge di Calais, quasi all’inbocco del tunnel della Manica, il braccio di mare che separa i disperati della “Jungla” dalla Gran Bretagna, la loro “terra promessa” … quanta differenza fra le aspettative e la realta’.

In queste vicende, geograficamente lontane ma intimamente collegate, si gioca una partita, come abbiamo detto, ma a perdere.

Perdono tutti:

  1. L’Unione Europea ed i suoi stati membri che non hanno saputo fare il salto di qualita’, non hanno voluto o saputo vedere il problema, si sono chiuse gli occhi rifugiandosi dietro la beata illusione che qualcun altro facesse il proprio lavoro. I paesi nordici pensando che i partners mediterranei potessero gestire la marea umana come fosse ordinaria amministrazione; i paesi mediterranei pensando che i cugini nordici avrebbero continuato a ricevere arrivi senza battere ciglio. Insomma: rimaniamo il solito nano politico (e pure sull’economia non e’ che le ultime performance siano state delle migliori);
  2. I migranti/richiedenti asilo, che si trovano ormai in un limbo dal quale faticano ad intravedere una via d’uscita;
  3. I cittadini comunitari e quelli degli paesi europei interessati che non solo non vedono risolto il problema della gestione degli arrivi e della sicurezza, ma anzi se lo trovano esacerbato nel momento in cui le autorita’ chiudono i centri di accoglienza (leggi: fetidi accampamenti) come quello di Calais ed i migranti sono dispersi nella natura presi dalla loro disperazione, che puo’ degenerare improvvisamente per la fame o per semplice risentimento.

Cassandra … si, siamo Cassandra … tre anni fa alla visita di CSV a Calais avevamo lanciato l’allarme … l’avevamo visto venire e puntualmente si e’ prodotto … perche’ non poteva andare altrimenti. Solo che ora, da una emergenza umanitaria l’insipenza della classe politica europea e’ riuscita a trasformarla in un nodo politico che mina alle fondamenta 50 anni di conquiste, di cooperazione e di stabilita’ nel continente.

Buona notte.

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