L’ODISSEA DEL “MINISTERO DELL’AGRICOLTURA”

Ci risiamo. Puntualmente, quando la situazione si fa complessa, si decide di fare una brusca virata per segnare un cambiamento ma a forza di accostate si “perde” la bussola non si capisce più in che direzione si stia andando.

In questi giorni ci stiamo occupando diffusamente dell’agroalimentare e degli sprechi ed assurdità che contraddistinguono questo settore economico fondamentale.

Dal punto di visto istituzionale, uno degli esempi più eclatanti dell’isterica non-gestione del problema e’ quella del “ministero dell’agricoltura”, nelle sue varie denominazioni che si sono susseguite.

Ricapitoliamo per sommi capi: le competenze del ministero furono progressivamente svuotate di competenze da un lato dalla devoluzione alle regioni e dall’altro all’Unione Europa, in ragione del quale esso fu abrogato da un referendum nel 1993.

– INIZIO CITAZIONE WIKIPEDIA –

Da allora, il ministro dell’agricoltura e delle foreste è stato più volte ridenominato:

  • Ministero per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali (dal 5 agosto 1993);
  • Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali (dal 5 3. dicembre 1993, ex legge 491/1993, recante Riordinamento delle competenze regionali e statali in materia agricola e forestale, durante il Governo Ciampi);
  • Ministero delle politiche agricole (dal 5 giugno 1997, ex d.lgs. 143/1997);
  • Ministero delle politiche agricole e forestali (dal 14 settembre 1999, ex d.lgs. 300/1999, cosiddetta “riforma Bassanini”);
  • Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (dal 17 maggio 2006, con il Governo Prodi II);
  • Ministero delle politiche agricole e forestali (dall’8 maggio 2008);
  •  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (dal 16 maggio 2008).
– FINE CITAZIONE WIKIPEDIA –
  • nel gennaio di quest’anno il PdCM Renzi annunciava che il dicastero sarebbe stato trasformato in “ministero dell’Agroalimentare” ed aumentare in qualche anno l’export dagli (allora) 36 miliardi di Euro a 50 anche grazie a crediti di Intesa-San Paolo per 6 miliardi (vedasi link);
  • Lasciando perdere le questioni relative al rispetto del risultato del referendum del 2003, rileviamo che a tutt’oggi il nome ufficiale del ministero e’ ancora quello del 2008, “Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali” e non si capisce bene quale sia la rivoluzione copernicana introdotta ed il risultato, visto che le importazioni sono cresciute del doppio rispetto alle esportazioni con un disavanzo commerciale nel settore che ha raggiunto oltre 1 miliardo e mezzo di Euro nei primi tre mesi dell’anno in corso (vedasi allegata tabella ISTAT).

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