LA POLEMICA REFERENDARIA SULLA FORMA O SULLA SOSTANZA?

Da mesi ormai assistiamo alla quotidiana polemica fra i partigiani indefessi del SI e del NO. 
Se alcuni dei più avveduti commentatori hanno circostanziato la loro scelta sul merito della “riforma” (il “virgolettato” e’ voluto), la maggior parte della polemica quotidiana si sta arrotolando su se stessa da entrambi i fronti, rispolverando sempre le stesse (deboli) argomentazioni.
L’impressione dell’osservatore scettico e sdegnoso, che vogliamo noi rappresentare, considera che ci sia un fervore assai acceso su quelli che sono gli effetti delle riforme che attengono alla “democrazia dichiarativa“, vale a dire le forme della cosiddetta rappresentanza democratica (leggasi “il diritto di voto ed il votare, sempre e comunque e per chiunque”), rispetto alla sostanza.
Ci aspetteremmo maggiori considerazioni sul pluralismo sostanziale di una società che si dice moderna ma che e’ ancora arroccata alla mentalità della baronia feudale, dei monopoli e delle corporazioni
Aspetti, come abbiamo più volte scritto, assolutamente non toccati dal testo della riforma, (anche se talvolta menzionati strumentalmente dai difensori della stessa) e neppure parte del conservatorismo di rimessa che propugnano tanti infervorati difensori dello “status quo” del fronte del “NO”, status quo che ha prodotto negli ultimi anni una classe politica i cui maggiori rappresentanti sono personaggi come Grillo, Renzi, Salvini, Berlusconi … ed un sistema politico-mafioso di corruttele e sprechi del quale poi essi stessi si dicono scontenti!
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