IL GIORNO DOPO: LA SAGGEZZA DEL ROCK

Dopo la sbornia referendaria e prima di balzare a conclusioni affrettate sul “dopo”, sul “da farsi”, in attesa delle decisioni del “Colle” (probabilmente già precotte), riflettiamo su questa questione: se i fondamentali del sistema politico restano invariati, allora il nuovo “padrone” non potrà che risultare espressione dello stesso gruppo di potere / comitato d’affari che ha espresso il vecchio.

Usciti dalla tragicommedia berlusconiana, siamo passati dalle stagioni di Monti, con il suo “governo del presidente”; Letta, espressione presentabile del “nuovo che arranca“; per approdare a Renzi che ha sdoganato la “fusion” fra il manuale delle giovani marmotte, il metodo “boy-scout” e le tradizionali consorterie neodemocristiane come sistema di governo. 

Sulla colonna sonora di una canzone mitica degli anni ’70 che parlava proprio di questi temi, dell’allineamento fra le illusorie aspettative e la realtà, riflettiamo che, se ora rimanessimo fermi allo status quo, potremo solo chiederci: chi sarà il prossimo con il quale dovremo prendercela?
The Who: Won’t Get Fooled Again

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