ACCORDO AL 2,4%: UNA ROULETTE RUSSA.

CSV SVIZZERA
Antonio Ripa

Il governo aumenta ulteriormente la spesa pubblica aggiornando il DEF alzando il tetto del deficit al 2.4% sul PIL. Questo in un momento di decrescita del PIL italiano, innescato dall’insediamento di questo governo retto da una inedita alleanza tra due forze populiste avversarie durante la tornata elettorale. Ma se questo e’ l’innesco, il terreno della crisi italian e’ molto fertile principalmente a causa della obsolescenza delle infrastrutture e di normative, ferme agli anni ’90. I due più grandi limiti alla crescita italiana sono sia una normativa inerente ill mercato del lavoro ancora incentrate sulla contrattazione di settore, e sia sulla burocrazia che comporta processi lenti e spesso con percorsi tortuosi.

Il rischio che questo ulteriore aumento della spesa pubblica si ripercuota sulla economia reale e’ molto concreto, come nelle ultime settimane e’ stato spiegato più volte da diversi economisti italiani ed esteri. La stessa commissione europea aveva fortemente raccomandato di non superare il 2% ed il Ministro del Tesoro Tria ha spinto fino all’ultimo per il deficit al 1.6%.L’economia italiana e’ da tempo sotto osservazione e negli ultimi mesi ha visto lo spread raddoppiare. Qualche settimana fa l’agenzia di rating Fitch ha mantenuto il rating precedente per il debito italiano, ma ha cambiato l’outlook da stabile a negativo Un campanello di allarme suonato per le incertezze politiche, secondo Fitch il governo non andrà oltre Ottobre 2019, e della mancanza di una strategia di finanza pubblica sostenuta dalla riduzione dell’enorme debito ed orientata a quelle riforme strutturali che da 25 anni si sa essere necessarie per ridare competitività al paese. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, i mercati inizieranno a metabolizzare questo shock, e ad esprimere i loro primi giudizi sulla fiducia verso quello che e’ un palese azzardo.
Il rischio e’ ovviamente la svendita dei bond italiani in portafoglio da parte degli investitori internazionali, che comporterebbe un aumento dei tassi e conseguenze sull’economia reale. Il settore bancario italiano, che sta da tempo vivendo difficoltà.avendo molti titoli del debito pubblico nei propri bilanci si troverebbe a dover affrontare problemi patrimoniali rispetto le normative internazionali. Due saranno le opzioni per le banche : ridurre il credito oppure ricapitalizzare. La seconda ipotesi e’ improbabile visto il momento congiunturale che si sta definendo.

Inoltre l’avanzo primario con questo livello di deficit e’ facilmente stimabile in discesa fino all’1,3%, che rappresenterebbe il livello più basso dal 2011, e molto al di sotto del tendenziale di aprile che fu del 2,7%. Alla fine le misure della finanziaria daranno con una mano e leveranno con gli interessi con l’altra mano, portando la nazione al confine di una pericolosa zona grigia.
Infine, si deve sempre considerare il rischio di attacchi speculativi che potrebbero approfittare della debolezza del debito italiano uniti ad eventi che determinerebbero le condizioni per una scommessa al ribasso.

Prossimi colpi di questa folle roulette russa ;

1) La reazione dei mercati e quindi l’andamento dello spread
2) Entro il 15 ottobre la commissione europea si esprimerà’ in merito alla manovra, avendo già preventivamente espresso la possibilità’ di una procedura per infrazione del debito in caso si sforasse il 2%.
3) Il rating da parte di S&P e Moody’s inizialmente previsto per inizio settembre,, ma a causa della situazione critica dello spread italiano, posticipato a dopo il DEF
4) La speculazione dei mercati intenzionali

Chi esulta e festeggia rimarrà’ con la bocca amara nelle prossime settimane, perché’ la partita e’ ancora aperta e sara’ sicuramente molto movimentata

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