LA GRANDE FUGA DALL’ITALIA.

CSV SVIZZERA
LA GRANDE FUGA DALL’ITALIA. 
Antonio Ripa
Bloomberg ed altre fonti di informazioni finanziare mondiali esprimono un giudizio di serio rischio sull’economia italiana dovuta all’aumento non sostenibile del debito pubblico di ben 100 MILIARDI di euro nei prossimi 3 anni. 
Tria, che non ha rassegnato le dimissioni seguendo le raccomandazioni del presidente Mattarella ( fonte Bloomberg ) di non creare ulteriori allarmismi, non e’ riuscito a fermare l’autolesionismo espresso da Di Maio e Salvini con l’azzardo di alzare il livello del debito pubblico. I due leaders hanno anche mostrato al mondo finanziario di essere loro, e non Tria, a tenere la barra del timone di questa manovra, paragonabile ad una nave lanciata verso la tempesta perfetta.
Con un debito che e’ oltre il 130% del PIL, il secondo più alto nell’area dell’euro dopo la Grecia e che ammonta a 2.300 MILIARDI DI EURO, il governo italiano va sui mercati a chiedere in prestito altri 100 MILIARDI per i prossimi 3 anni.
Questo, vista la situazione italiana che da Maggio ha visto la stima del PIL scendere da 1.6% a 1.1% ed un raddoppio dei tassi di interesse dei bond , potrebbe seriamente compromettere la capacità del governo di estinguere i suoi obblighi. Il calo del PIL, inoltre, porta ad ipotizzare che il 2,4%, sia in realtà un livello prudenziali anche frutto di un compromesso al ribasso per non costringere Tria alle immediate dimissioni. Di fatto i dati mostrano come e’ probabile lo sforamento del 3% con le conseguenze di una catastrofe immane.L’aumento dei rendimenti obbligazionari può anche rendere più difficile per le banche italiane vendere i loro crediti in sofferenza.
Sia ben chiaro che non sarebbe la prima volta che l’italia sfori il 3% e che ci siano livelli di deficit di questa grandezza, ma con i provvedimenti previsti tutto il deficit non viene utilizzato in attività che possano stimolare la crescita dell’economia, ma un assistenzialismo che premia chi non fa nulla e chi non paga le tasse e punisce chi lavora e paga le tasse.Nel NADEF ( nota aggiornamento decreto economia e finanza ) non ci sono previsioni di tagli di spesa sostanziali, neppure i tanto acclamati “sprechi” né spending review o simili. ESCLUSIVAMENTE DEFICIT, per finanziare quello che in sostanza non e’ altro che il colpo di grazia finale al dissesto dell sistema previdenziale e sussidi parassitari di disoccupazione e di incentivazione al sommerso, in un paese dove il 60% della popolazione già vive di sussidi pubblici. Ogni lavoratore in Italia mantiene con il proprio reddito altri 5 cittadini. Dal versante delle entrate, abbiamo quello che e’ a tutti gli effetti un CONDONO FISCALE fortemente voluto dalla Lega, e che costituisce una entrata una tantum e non strutturale, pertanto limitato al solo 2019 mentre il 2.4% di deficit e’ anche per gli anno 2020 e 2021.
E’ questo lo scenario che alimenta la sfiducia del mercato e la vendita dei titoli italiani, incrementando un fenomeno che anche se in maniera più moderata, era iniziato lo scorso giugno, in attesa dell’aggiornamento del rating del debito da parte delle agenzie. Ma se questo disastro impianto sui conti pubblici sarà confermato, l’Italia subirà il declassamento ed il debito pubblico italiano diverrà spazzatura, perdendo l’accesso ai mercati. Occasione per questa maggioranza che predica la pace con l’euro ma che in effetti rema contro, per l’introduzione di una qualche sorta di valuta interna che non avrebbe altro effetto se non quello di ufficialmente dare inizio ad una deriva di tipo argentino.
Per i followers meno tecnici, un esempio che aiuterà a capire il perché della fuga dai titoli italiani. Immaginiamo che il Fondo Sovrano Norvegese abbia investito i soldi dei fondi pensione nei titoli italiani. Il gestore del fondo, vedendo una situazione allarmante e con un potenziale alto rischio di perdita, non rischia la pensione dei norvegesi e procede alla vendita dei titoli italiani, rimpiazzandoli con titolo più sicuri.
Sembra che il popolo penta-stellato non abbia compreso a fondo dove questo governo sta portando l’italia, nascondendosi dietro locandine propagandistiche che deviano l’attenzione dalla realtà come commentata dalla stampa interazionale, a partire dai dati della % di deficit degli altri governi, che e’ vero non abbia stimolato la crescita, ma non ha neanche peggiorato lo stato dei conti; oppure i risultati della scorsa asta di BOT spacciando l’ordinarietà per segnali di salute dell’economia italiana, dimenticando che gli stessi strumenti finanziari 3 mesi fa erano piazzati con un rendimento al di sotto della meta’. Ed in ogni caso e’ fallace sbandierare il passato rispetto al quale ci si pone come alternativa migliore come autorizzazione per fare la stessa politica.
Saranno giorni critici e sicuramente vedremo innalzare l’asticella dello scontro, sia con la commissione europea che con il quirinale, come annunciato da Salvini esprimendo la sua intenzione di ignorare ogni segnale estero incluso le gli obblighi che derivano dai diversi trattati internazionali. Dichiarazioni che non aiutano a ridare fiducia ai mercati e che alimentano le voci circa le preoccupazioni del colle, con il richiamo all’art. 97 della Costituzione Italiana, per il default nazionale e, come riportato da Alessandro De Angelis sull’ Huffington Post, con l’innesco del piano B ed il ritorno ad una lira dal valore di carta straccia e coniata da una nazione inaffidabile.
Noi non possiamo fare altro, oltre che riportare i fatti ed i numeri reali e da fonti ufficiali che augurarci che Di Maio e Salvini facciano dei passi indietro verso la ragione nell’interesse del benessere degli italiani
Buona Riflessione

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