PENSIONI QUOTA 100: 5 LAVORATORI PER PAGARE OGNI NUOVA ”ANZIANITA” . DA GUERRA CIVILE!

CSV lombardia
Enrico Scarpini
PENSIONI QUOTA 100: 5 LAVORATORI PER PAGARE OGNI NUOVA “ANZIANITA’ “. DA GUERRA CIVILE… (SIAMO CONDANNATI…)
se il governo salvimaio dovesse veramente mantenere la promessa della “revisione della fornero” e permettere, dal 1 gennaio 2019, di andare in pensione con quota 100, serviranno i contributi di 5 lavoratori per ogni nuova pensione di anzinita’. per molto meno, ci fu una guerra civile negli u.s.a.. l’unica riforma da fare sulle pensioni sarebbe quella di farle tutte contributive retroattivamente perche’, questi regali rubati, sono la causa dei 2/3 del debito pubblico italiano oltre che la causa degli altissimi/impossibili contributi e tasse che devono pagare i lavoratori per mantenere i pensionati che non hanno contribuito a sufficienza alle loro pensioni. siamo condannati…
Con un restyling dovuto non solo al trascorrere del tempo. Dal 1° gennaio 2019, se il governo gialloverde manterrà il suo impegno di «superamento della riforma Fornero», si potrà andare in pensione con “quota 100”, solo tre punti in più rispetto al limite dove si era fermata la contro-riforma Damiano del 2008 che con “quota 95-97” aveva cancellato il cosiddetto “scalone Maroni” concepito quattro anni prima. Il costo non sarà basso e a pagarlo saranno in primis i contributi dei lavoratori: ne serviranno cinque per pagare ogni singola nuova anzianità.
Un cantiere, peraltro, da maneggiare con attenzione, visto il livello della spesa di cui si parla, pari al 15% del Pil nonostante le grandi riforme degli anni ’90 e il passaggio definitivo al calcolo contributivo del 2011. Una spesa che continua a crescere.
Le nuove anzianità hanno in effetti un sapore anche più antico. Il record storico restano le “baby pensioni” nel pubblico impiego. A regime la pensione di anzianità diventa accessibile con 57 anni e 35 di contributi. Con tanto di scalone che prevedeva, dal 2008, l’uscita di anzianità con 60 anni di età e 35 di versamenti (ulteriormente in salita negli anni successivi). Tanto è vero che un nuovo governo Prodi, ministro del Lavoro era Cesare Damiano, cancella tutto con le sue “quote”, aumentando la spesa di 10 miliardi strutturali. Seguiranno contromisure “soft” (le finestre mobili) e strutturali (l’aggancio dei requisiti alla speranza di vita) per correggere ancora la curva della spesa.
Fino al 2011, appunto, quando per puntellare un Paese sull’orlo del default il premier Monti e la ministra Fornero cancellarono le anzianità e elevarono i requisiti di vecchiaia (67 anni dal 2019). In attesa della nuova “quota 100” vale considerare un dato finale: per ogni anzianità aggiuntiva serviranno i contributi di cinque lavoratori, ha calcolato la società Tabula di Stefano Patriarca. Sempre ammesso che la nuova occupazione arrivi davvero.
fonte il sole 24 ore

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