ITALIA, UN PAESE DESTINATO AL DECLINO..

Maurizio Noris La Russia ha un pil di 1550 miliardi di dollari, è sanzionata e subisce una svalutazione del rublo di almeno 5% annuo. L’Italia ha un pil di 2000 miliardi, un debito pubblico del 130% e dall’entrata del governo gialloverde ha perso in titoli di stato circa 300 mld di euro.

Gia da questi numeri si può capire come la Russia non potrebbe aiutarci nemmeno se lo volesse. Il Portogallo è stato salvato con 80 mld di euro: briciole al nostro confronto.

I partner europei sono ragionevolmente preoccupati perché l’Italia, con politiche basate sul deficit, rischia di far affondare pure loro.
La politica di governo è pienamente rappresentata dal vile e codardo gesto di Ciocca, che dopo aver calpestato di documenti di Moscovici gli porge la mano sperando di evitare conseguenze troppo nefaste.

Detto questo, la richiesta di aiuto di Conte appare come l’ennesima contraddizione e dimostrazione di incompetenza.

Riavvolgiamo velocemente il nastro.
Il destino dell’Italia è segnato da un debito non solvibile e da interessi che dovrebbero aggirarsi sui 70 mld annui, perpetrato dalla spesa pubblica tra cui vengono annoverate le pensioni che ci costano il 30% del pil. I 5s pensano dunque di risolvere la questione, dopo aver puntato per anni il dito contro gli sprechi, generando altro debito. Per finanziare cosa? Altro assistenzialismo, attraverso quelle riforme (abolizione legge Fornero, reddito di cittadinanza) per le quali si sono accorti troppo tardi di non avere coperture.

Costo della manovra, almeno 30 mld di euro. Per fare cosa? A proposito dell’abolizione della legge Fornero non abbiamo nemmeno i dati, mentre per il reddito di cittadinanza non sappiamo ancora né a chi andrà, né in quale forme (unico dato certo, non potranno essere né accumulati né spesi all’Unieuro, per gentile ammissione della Castelli che non saprebbe neppure se restare o meno nell’euro). In altre parole, i 5s chiedono di sforare il debito per una riforma che non sanno ancora come gestire e per cui non hanno saputo mostrare modelli di crescita credibili (per farla facile, sarebbe come se avessimo voluto creare un jumpstart negli anni 2000 attraverso nuove pensioni baby).

Di Maio si giustifica parlando di “manovra in aiuto dei poveri”. Il reddito di cittadinanza andrebbe quindi a sostegno dei disoccupati sin tanto che non troveranno un lavoro (in un paese dove il lavoro non si trova) e di stipendi inferiori ai 700 euro mensili (in un paese dove almeno un milione e mezzo di persone lavorano in nero. Ricordiamo che in Italia i lavoratori non impiegati nel pubblico sono circa 10 milioni. 10 milioni che remano la barca per tutti i 60).

Strano che i mercati non ci credano affidabili e che ci abbiano tagliato il rating.

Ma, parola del governo, noi dobbiamo fottercene dei mercati. Il debito italiano deve essere riacquistato internamente, e Salvini è pronto a scommettere che gli italiani compreranno i titoli di stato. Premesso che non ho ancora trovato nessuno smanioso di investire i risparmi di una vita in bond, esattamente dove troveranno i soldi per pagare gli interessi? Gli interessi sul debito sono già di 70 mld all’anno, più lo spread sale e più saliranno gli interessi. Salvini propone in pratica uno schema Ponzi e, sapendo di mentire, già mette le mani avanti: gli italiani ripagheranno il debito con i propri risparmi. Il che significa, nel migliore dei casi, che i suddetti bond si riveleranno una perdita (come sta succedendo ora) o, nel peggiore dei casi, che ci sarà una patrimoniale (o che andranno direttamente a toccare i conti correnti).

E, in tutto questo, Conte propone ai Russi di acquistare bond.
Ma non dovevamo ricomprare noi il debito estero? E perché i russi (come mercato) dovrebbero acquistare i nostri titoli che a causa del nostro def sono stati declassati a junk?

Misteri della logica gialloverde, ma d’altro canto l’elettore medio grillino ha più volte dimostrato di non avere sinapsi.

“E il piddi”? I vecchi partiti hanno piena responsabilità di averci lasciato un paese allo sfascio, dando voce alla parte più ignorante e becera della popolazione. Perché quando i “capaci” (mai termine fu più fuori luogo) falliscono la palla passa agli incapaci e agli improvvisati, senza tuttavia che la situazione migliori. E Salvini? Lui è solo furbo, in quanto ha capito che l’elettorato va accontentato, anche quando pretende la luna. In ogni caso, il futuro saremo noi a pagarlo, mica loro.

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