LA TRUFFA DEL SOVRANISMO MONETARIO.

CSV Svizzera

Antonio Ripa

Sia chiaro una cosa, la teoria monetaria e’ basata un un principio indiscutibile : la moneta non si crea dal nulla. E questa e’ una tesi dimostrata ed indiscutibile.
L’errore che viene fatto da chi sostiene in contrario nasce dalla incapacità si sviluppare la giusta associazione di equivalenza tra una entità materiale ( la moneta ) ed una immateriale ( la ricchezza ) Non facile per chi non ha la mente allenata dallo studio oppure che non abbia questa attitudine come dote . oppure che nel tempo abbia perso questa attitudine ( sindrome di Dunning/Kruger )
Proviamo , attraverso una semplificazione, a vedere perché uno stato che stampa moneta scriteriatamente, come le teorie sovranista italiane vorrebbero, ovvero dal nulla, viaggia verso la miseria.
Lo stato finanzia la propria attività attraverso :
1) Il prelievo fiscale
2) Prendendo soldi in prestito dal mercato

Attraverso la propria attività lo stato concorre al processo di crescita dell’economia del paese. cioè della ricchezza del paese
Ed e’ proprio questa ricchezza l’equivalente del valore della moneta. Ovvero la moneta ( che e’ una entità materiale ) e’ la misura della ricchezza e della prospettiva di ricchezza ( entità immateriale ) di un paese.L’associazione della premessa.

I sovranisti italiani sostengono che attraverso la monetizzare il debito, stampando quantità illimitata di moneta, la attività di uno stato possa essere finanziata. Ma dimenticano che aumentando l’offerta di moneta il governo riscuote una sorta di tassa da chiunque detiene moneta.Questo perché la moneta perde valore rispetto i beni che si possono comprare. Si tratta della imposta da inflazione.
L’esperienza del passato mostra che governi che hanno fatto fronte ai propri impegni con la sola stampa di moneta , hanno generato una spirale di iperinflazione. e convalidano la teoria quantitativa della moneta: 
il tasso di crescita dei prezzi coincide con il tasso di crescita dell’offerta di moneta.

Come premesso e’ una semplificazione di una materia che viene trattata con una grande facilita’ come argomento da bar, ma che ha una complessità intrinseca nella ricerca di un equilibrio in un sistema monetario globale.
Ma possiamo enunciare che il valore della moneta deve rispecchiare il valore dell’economia e del potenziale che puo’ esprimere. Discostarsi da questo punto attraverso una maggiore offerta di moneta della moneta porta ad una crescita dei prezzi. Inoltre, uno dei punti più falsi e’ il fatto che le banche creano moneta dal nulla. Ma qui vale lo stesso principio, ovvero la banca crea moneta quando eroga credito. Ed il credito e’ erogato sulla base della capacita’ di ripagare il debito da parte del beneficiario producendo reddito e quindi di creare ricchezza. 
Alla fine tutto quadra sempre.

Una piccola precisazione. Lo stesso Keynes ( economista del passato spesso invocato dai sovranisti ma in modo improprio ), non disse mai che ogni paese potesse avere una capacità produttiva tale da giungere alla piena occupazione stampando moneta. Essa va creata. Se si fermassero a ragionare sul significato di una capacità produttiva,oltre cui i prezzi salgono, sicuramente se ne renderebbero conto.
In conclusione, chi pensa che uscire dall’euro voglia dire ridare una sovranità monetaria che renda lo stato libero di stampare moneta per finanziare le proprie attività , e’ in mala fede, poiché questo non accade in nessun paese del mondo se non in stati in condizioni di miseria come il Venezuela. Se cosi’ non fosse, non si spiegherebbe perché nazioni che hanno la propria valuta come l’Argentina oppure la Turchia, prendono in prestito dollari invece che comprarli accendendo le loro stampanti e producendo la loro valuta sovrana in quantità’ tale da comprare i dollari necessari. Beh , perché non pagare l’estero direttamente con la loro valuta !!!
Quello scritto sopra e’, come premesso, una semplificazione, ma illustra il principio per cui la moneta e’ l’equivalenza della ricchezza e della prospettiva di ricchezza di una nazione. Politiche monetarie che alterano questo equilibrio, ovvero che stampano moneta senza creare ricchezza, danno luogo a fenomeni di inflazione a due cifre. una tassa per i cittadini che riduce il potere di acquisto del loro lavoro.
Per chi abbia una discreta base accademica di macroeconomia e volesse avere una visione d’insieme discretamente dettagliata, mi permetto di consigliare la lettura del Cap XI di “Advanced Macroeconomics” di David Romer ( INFLATION AND MONETARY POLICY) e per quanto riguarda il funzionamento delle banche centrali, il white paper della Bank of England ( la banca centrale britannica ) “Understanding the central bank balance sheet” di Garreth Rule
Chi sostiene il contrario, nega un principio fondamentale che e’ cogente nella stessa definizione di moneta fiat, cosi’ come e’ nata dopo la fine prima del Golden Standard ad inizio secolo scorso, e dopo degli accordi di Bretton Woods nel 1971, ha la stessa fantasia e la stessa vocazione dei protagonisti del film del grande Toto’ “La banda degli onesti”.

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