CSV SVIZZERA

Antonio Ripa

Come anticipato ieri dalla stampa d’oltralpe, e da noi condiviso, la manovra finanziaria del governo italiano non rispetta i parametri definiti dagli accordi sottoscritti dall’Italia.

Oggi il ministro Tria riceverà’ l’ufficiale comunicazione dalla Commissione Europea. Sia ben chiaro che ogni decisione finale della commissione non verrà presa prima dell’approvazione del parlamento italiano del testo definitivo della legge finanziaria, entro il 31 Dicembre. Inoltre la commissione non può’ impedire in alcun modo uno stato sovrano di andare avanti con la manovra. ma può’ aprire una procedura di infrazione del debito. Da li inizierebbe un processo lungo e complesso ma che si e’ sempre risolto positivamente.

La vera preoccupazione e’ invece per il giudizio che i mercati esteri, ovvero chi finanzia il debito italiano con tassi fino ad ora molto bassi, possa chiedere tassi maggiori, per l’aumento dell’indebitamento senza misure di investimento finalizzate all’incremento del PIL ed oggettivamente efficaci Lo stesso giudizio, se nella prossima settimana non cambia lo scenario, potrebbe concretamente motivare da una revisione del rating italiano con il declassamento per i rischi legati alla manovra 2019. Il debito italiano in questo caso si troverebbe ad un solo livello dai titoli spazzatura., ovvero quelli puramente speculativi ( la vera speculazione, non quella dello zero virgola zero ) Questo impatterebbe quasi immediatamente il rating bancario italiano che di solito e’ un livello sotto a quello del debito, con conseguenze imprevedibili : una spirale incontrollabile da cui qualsiasi via di uscita sara’ dolorosa per gli italiani, come mai e’ accaduto in passato.

Ma qual e’ il motivo tecnico di questo braccio di ferro del Governo Italiano ?

Le misure previste dalla manovra , ovvero il Reddito di Cittadinanza, il mega condono fiscale ed una prima introduzione di flax tax, non trovano le coperture necessarie, poiché gli indicatori di crescita del PIL previsti dalla manovra del Governo non sono coerenti con la situazione economia corrente e quella prospettata per il 2019.
 

Analizzando il documento, diverse incongruenze sono evidenti immediatamente e riscontrabili anche da uno studente di economia del II anno.Ad esempio la stima dell’aumento del PIL come conseguenza della sterilizzazione dell’aumento IVA e’ un clamoroso errore, in quanto la crescita non avviene perché non si alzano le tasse, ma al limite perché si riducono aumentando cosi’ le risorse per gli investimenti.

Un grosso punto di criticità e sulla presunta cancellazione della Legge Fornero. Il motivo e’ che sviluppando le proiezioni e tenendo conto delle liquidazioni da pagare agli oltre 160.000 dipendenti pubblici che andranno in pensione anticipatamente il costi della riforma aumentano da quelli previsti passando dallo 0.36% del PIL previsto fino a circa 1.0% Per tanto il deficit previsto del 2.4% e’ evidentemente insufficiente portando a sforare il tetto del 3%. Questo senza considerare le altre misure che per analisi simili sforano le percentuali di PIL previste.

Inoltre il calcolo dei moltiplicatori del PIL e’ basato su una previsione di crescita per il 2019 del 1.5% ovvero ben 0.4% in più rispetto quella per il 2018.Questa stima e’ in controtendenza con quanto stimato da tutti gli organi economici mondiali , stime che sono anche alla base della programmazione di tutti gli altri paese della comunità europea che hanno tutti una stime di crescita per il 2019 inferiori a quelle per l’anno in corso,

Nei giorni scorsi esponenti del governo italiano, tra cui il Ministri Di Maio ed il Premier Conte, hanno parlato di “nuovi modelli di previsione” adottati dal governo per giustificare tutte queste discrepanze.

Questo ha destato grande stupore nel mondo economico perché se fosse vero sarebbe degno di un premio Nobel per l’economia.

Ma ha destato ancora più stupore quando si e’ scoperto che questi modelli citati non sono altro che l’ennesimo Tunnel del Brennero di questo governo

Aggiungi un commento