MORTE SERENA MOLLICONE: ALTRO ”CASO CUCCHI” PASSATO IN SECONDO PIANO.

C.S.V

CASO MOLLICONE: C.S.V VUOLE RICORDARE UN’ALTRA ORRENDA STORIA DI UNA GIOVANE VITTIMA 18 ENNE PER MANO DI CARABINIERI PASSATA IN SORDINA. IL PADRE DI SERENA A DIFFERENZA DELLA FAMIGLIA CUCCHI, SI STA BATTENDO DA ANNI, PER OTTENERE GIUSTIZIA IN TOTALE SOLITUDINE SENZA ALCUN APPOGGIO MEDIATICO.

Non solo Stefano Cucchi, anche la 18 enne Serena Mollicone, fu vittima in una caserma per mano dei carabinieri. Serena Mollicone aveva solo 18 anni, si recò nella caserma dei carabinieri di Arce, in provincia di Frosinone, per denunciare un giro di droga. Per due giorni . di lei non si seppe più nulla, la ritrovarono, cadavere, in un bosco: un sacco di plastica in testa, mani e piedi legati. A 17 anni di distanza, le perizie confermano quello che per il padre era sempre stato un sospetto, il nastro adesivo, usato per legarla proveniva dalla caserma dei carabinieri, segni di percosse sulla testa, erano compatibili con quelli rilevati sempre all’interno della caserma dei carabinieri, sulla porta e su un pezzo di caldaia. Ma perchéi carabinieri avrebbero ucciso la 18 enne? Perché Serena quella mattina fece il nome del ragazzo che voleva denunciare per il traffico di droga, era il figlio Marco Mottola del comandante della caserma Franco Mottola. Il padre di Serena ha dichiarato ai giornalisti: ” Lo sapevo, le avevo detto di non andare a parlare nella casa dell’orco”. Le indagini dei Ris appaiono ormai concluse, al momento per la morte di Serena, sono indagati con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere, l’ex comandante della stazione di Arce Franco Mottola, il figlio marco e la moglie Anna, il lungo tenente Vincenzo Quatrale per concorso morale nell’omicidio e per istigazione al suicidio del brigadiere Tuzi e l’appuntato Francesco Suprano per favoreggiamento.


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