GRECIA: SI RICOMINCIA DAL DEBITO E CON ALTRI “REGALI” ELETTORALI (“A GUAI” PERDERE ELETTORI…)

Di Enrico Scarpini – Lombardia


Grecia, il «triplete» di Tsipras con il ritorno sul mercato dei capitali
L’idea originaria era di tornare sul mercato dei capitali subito dopo l’uscita di agosto dal terzo “bailout” , ma il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sul bilancio italiano aveva creato tensioni sull’obbligazionario, imponendo un rinvio. Ora però la volatilità è diminuita e i tassi sui decennali greci sono scesi sulla soglia del 4%, ai minimi da quattro mesi : la Grecia è pronta e ieri ha collocato sul mercato un’emissione di bond a cinque anni (scadenza 2024) per 2,5 miliardi di euro, con un rendimento del 3,6% rispetto a un target iniziale del 3,88%. 
Il ritorno sul mercato dei capitali avviene dopo due passaggi cruciali: la fine della seconda sessione di monitoraggio post-bailout da parte dei creditori e l’approvazione parlamentare – sia pure tra forti contrasti – dei termini dell’accordo raggiunto tra il premier Tsipras e l’omologo di Skopje Zaev, in base al quale l’ex Fyrom passa a denominarsi “Macedonia del Nord”. 
Il rapporto del Fondo monetario internazionale, rilasciato il 25 gennaio al termine della missione ad Atene, è stato sostanzialmente positivo: ha sottolineato che l’attività economica in Grecia è attesa in accelerazione nel 2019, con un Pil proiettato a +2,4% rispetto al +2,1% stimato per il 2018, e che la capacità di ripagamento del debito sul medio termine appare robusta. Tuttavia, il report evidenza anche l’intensificazione dei rischi “downside” sia legati a fattori esterni sia interni . Tsipras conta di recuperare dando il senso di un ritorno alla normalità che poggia su tre conquiste da rivendicare presso l’opinione pubblica: riacquisto di una certa sovranità sulle politiche economiche dopo l’uscita dal bailout, chiusura del contenzioso con il Paese vicino, ritorno sul mercato dei capitali.
Tsipras ha però un’altra agenda, in vista delle elezioni del prossimo autunno: dare un po’ di respiro ai cittadini dopo 8 anni di austerità, allentando le misure più odiose dettate dalla Troika. Non solo non ha varato nuovi tagli pensionistici a fine anno, come aveva promesso ai creditori in sede di uscita dal bailout, ma ieri ha deciso di alzare il salario minimo, a partire dal mese prossimo, di circa il 10% da 586 a 650 euro mesi (era a 751 nel 2012). Al Parlamento sarà proposto anche di eliminare i limiti più bassi in vigore per l’occupazione giovanile.
fonte: ilsole24ore.it

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