IL 29 GENNAIO, ITALIANI DI CRIMEA, LA GIORNATA DEL RICORDO

Oggi, 29 gennaio, per gli italiani di Crimea è la Giornata del Ricordo, il ricordo della deportazione dei nostri parenti che in quel freddissimo giorno del 1942 furono rastrellati casa per casa, caricati sui treni piombati e trasferiti nei Gulag del Kazakhstan dove furono decimati dal freddo, dalla fatica, dai lavori forzati, dalla fame e dalle malattie.
Per celebrarlo degnamente, con la massima partecipazione della nostra comunità, negli ultimi anni la ricorrenza viene spostata alla domenica più vicina. Quest’anno la cerimonia ha avuto luogo domenica 27, come tradizione sul molo di Kerch – dal quale partì la nave coi deportati – con la recita del Padre Nostro in italiano e il lancio in mare dei garofani in memoria di quanti non sono più tornati.
La commemorazione è stata preceduta da un incontro al Comune, ospiti del sindaco di Kerch, Nicolay Gusakov, che ha ricordato la tragedia ribadendo l’attenzione delle istituzioni locali alle minoranze etniche e linguistiche.
Quest’anno, per la Giornata del Ricordo, è venuto a trovarci da Verona il deputato della Lega Vito Comencini (che vediamo in una delle foto mentre stringe la mano al sindaco) che ha portato il suo saluto.
Ha poi preso la parola Shamir Hublarian, rappresentante del Comitato Statale per le minoranze etniche (Goskomnaz) ed era presente anche la direttrice della Casa d’amicizia dei popoli di Crimea, Larissa Sokirskaya.
Tutti quanti hanno espresso la loro sincera solidarietà per le persecuzioni che abbiamo subito.
E’ poi intervenuta Giulia Giacchetti Boico, presidente dell’associazione Cerkio, che ha ricordato le sofferenze patite e anche il grande impegno della Cerkio, costituita per non dimenticare la tragedia patita ma anche per mantenere vivo il ricordo delle nostre origini e per preservare la conoscenza della lingua dei nostri nonni.
Alcuni discendenti hanno poi recitato poesie e frammenti delle testimonianze dei deportati, ricordando le famiglie italiane decimate o scomparse.
Prima di raggiungere il molo è stato osservato un minuto di sllenzio.

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