GOVERNO VENDE L’ORO DI CASA? SIAMO ALLA FRUTTA

Il BOOM e’ cosi’ vicino che il Governo vorrebbe vendere l’oro di casa.

Ma c’e’ un problemino, giuridicamente, l’oro non sarebbe nella disponibilità del Tesoro, bensì della sola Bankitalia . Quando Salvini e Di Maio dicevano “vogliamo azzerare i vertici di Bankitalia ” non sara’ perche’ vogliono mettere la mani sul malloppo?

L’idea dei gialloverdi sarebbe quella di usare una parte delle riserve auree per dirottarle sulla spesa, evitando così una manovra correttiva e l’aumento dell’Iva nella legge di Bilancio del prossimo anno, esito che nell’esecutivo cominciano a considerare scontato se la crescita continuerà a essere così rallentata.

“Se anche vendessimo un quarto delle riserve e disattivassimo così le clausole nel 2020, un anno dopo saremmo punto e a capo. Dovremmo vendere, a parità di prezzo e cambio euro-dollaro, un altro quarto di oro e così via. Nel giro di 4 anni, avremmo azzerato i lingotti posseduti e il problema dei conti pubblici sarebbe rimasto praticamente intatto. Non propriamente geniale. Per non parlare del fatto, poi, che se vendessi grosse quantità di oro per fare cassa, ai mercati lancerei un segnale di disperazione, come di un governo che similmente al Venezuela di Nicolas Maduro non saprebbe come attingere a liquidità fresca. La reazione potrebbe consistere in una fuga dai nostri titoli di stato, con conseguente aumento del costo di emissione.

Ci sarebbe modo per usare in maniera più proficua l’oro, visto che siamo terzi al mondo per quantità possedute dopo USA (8.133 tonnellate) e Germania (3.371)? Prima di rispondere, una precisazione: giuridicamente, l’oro non sarebbe nella disponibilità del Tesoro, bensì della sola Bankitalia. E non è detto che i desiderata del primo coincidano con quelli della seconda. Anzi, conoscete un ente che si priverebbe di migliaia di tonnellate di oro in allegria? Superando questo problema formale, effettivamente ci sarebbe modo di sfruttare l’oro senza minacciarne l’esistenza e al contempo per il bene della Nazione. Quale? Utilizzarlo come garanzia sui titoli di stato emessi.

Poiché l’oro è un bene-rifugio accettato e apprezzato universalmente, se fosse utilizzato per garantire le emissioni di debito, avrebbe un effetto depressivo sui rendimenti, in quanto ne sancirebbe la piena affidabilità. C’è un altro “ma”. Per quanto tanto sia l’oro che deteniamo, sarebbe appena sufficiente per garantire le emissioni di 90 miliardi di debito pubblico (ipotizzando una garanzia totale), cioè qualcosa come un quarto del rifinanziamento medio annuo o il 5% del pil, meno del 4% dello stock totale di debito pubblico. Che senso avrebbe? In effetti, nessuno.”

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