RENZI E L’EREDITÀ DEL PD NON SONO LA SOLUZIONE, MA PARTE DEL PROBLEMA

Continuano gli attacchi a Candidati Senza Voce dopo la nostra presa di posizione in merito al caso Renzi, con l’invito da parte nostra all’ex PdCM a farsi da parte, nell’interesse suo, della sua famiglia e del paese.

Questo per due motivi, uno contingente ed uno strategico.

Il motivo contingente e’ non certo perché si vogliano fare processi di piazza, quanto per la consapevolezza che un leader il cui entourage familiare stretto sia stato colpito da accuse di tali gravità (abusi che riguardano le politiche governative, come l’accoglienza e quindi hanno rilevanza sistemica e non sono solo derivanti da presunte attitudini criminali individuali) e’ impresentabile.

Chi si voglia porre alla guida di uno schieramento antitetico alla “barbarie” gialloverde non deve lasciare adito a sospetto alcuno sulla sua rettitudine morale e su quella di chi gli sta intorno e che gli ha facilitato il suo percorso politico.

Il motivo strategico e’ che il governo gialloverde e’ il risultato naturale del fallimento delle politiche economiche e sociali dei governi recenti.

Se si vanno a ripescare gli articoli su CSV dall’epoca di Berlusconi in avanti si può notare come tutte siano state più o meno inefficaci … chi peggio (l’ex Cav + Lega con lo spread ad oltre 500) chi meno peggio ma non abbastanza (Monti con provvedimenti raffazzonati sull’onda dell’emergenza e puntualmente sconfessati da sentenze della corte e tribunali; Letta con un governo debole e soggetto alle camarille di corte interne; Renzi con le spacconate su improbabili riforme costituzionali mentre l’economia si rivelava sempre la meno dinamica di tutti i nostri competitors in UE e sempre peggiore della congiuntura); Gentiloni, con una politica di continuita’, esteriormente decente ma con una maggioranza discutibile (Verdini, etc) e senza il cambio di passo necessario ad una ripartenza del paese.

Per questo siamo assolutamente esterrefatti dall’atteggiamento di certi pasdaran che sembrano voler dimenticare che se vogliamo cambiare il paese ed avvicinarsi all’Europa invece che al fondamentalismo medio-orientale dobbiamo prima di tutto disfarci del fardello di favoritismi, nepotismo, comitati d’affari ed ipocrisia che il vecchio PD, con i suoi baroni, ancora rappresenta.

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