CINA, XI JINPING “FIRMA” IN ITALIA E FRANCIA: ECCO LE DIFFERENZE TRA I DUE DOCUMENTI

È proprio sulle questioni economiche, infatti, che le differenze tra Italia e Francia diventano importanti. Nel momento in cui si abbandona la politica estera in senso stretto, il documento di Parigi afferma subito «l’importanza del ruolo della Ue», aggiungendo che «la Cina sostiene l’integrazione europea e gli sforzi della Francia che puntano a promuovere la riforma della Ue». I due paesi inoltre sottolineano «la necessità di sviluppare il partenariato globale strategico tra la Ue e la Cina». Le competenze sono rispettate. Investimenti e indicazioni geografiche Anche in questo caso, non si tratta (solo) di retorica: il riferimento immediato è all’intesa sugli investimenti (da concludere «in uno spirito di benefici mutui e reciproci») e sulle indicazioni geografiche che saranno discusse il 9 aprile a Bruxelles, ma anche alla «strategia della Ue sulla connettività euroasiatica e l’iniziativa cinese Belt and Road», la via della Seta. Un memorandum concentrato sulla via della Seta Il documento italiano salta tutto questo (comprese le indicazioni geografiche a ci tiene molto). I riferimenti alla Ue sono presenti, ma quasi in secondo piano. Si definisce una collaborazione stretta sull’iniziativa della via della Seta («Le parti si adopereranno insieme nell’ambito dell’iniziativa Belt and Road») e se occorrerà tener conto delle «discussioni» in sede Ue, manca quel riferimento alla reciprocità che è al centro delle preoccupazioni di Bruxelles, che vuole costruire un rapporto paritario con la Cina. La parte relativa alle modalità di collaborazione scende ancora di più nello specifico: si aprono le porte a «programmi pilota» e «modelli di collaborazione», che coinvolgano anche paesi terzi senza alcun riferimento all’Unione europea che sta definendo una politica comune su questi stessi temi. Non può sorprendere il fastidio europeo per le iniziative italiane: il valore simbolico del documento consiste nel sostenere gli interessi cinesi, nella misura in cui coincidono con quelli italiani, anche nelle trattative europee. Non a caso Macron ha richiamato Xi a rispettare l’integrità dell’Unione europea. L’immediata conseguenza per il nostro Paese, a questo punto, non potrà che essere la perdita di credibilità, nelle trattative Ue, sul tema dei rapporti con la Cina. Francia e Germania (la Spagna sembra più interessata all’America Latina) guideranno le danze. Roma resterà ai margini.

Aggiungi un commento