Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Marialuisa Colonna Romano

Giustamente si sta denunciando l’inquinamento provocato dalla plastica. Tempo fa avevo letto in un volantino del comune che bicchieri, posate, piatti di plastica non devono essere gettati nei cassonetti per rifiuti dedicati alla plastica, ma nel non riciclabile.

Sulle pellicole di plastica poste sugli alimenti per poi venderli (difficili da lavare) non ho trovato istruzioni e nemmeno sui sacchetti di plastica e sui raccoglitori di compresse, costituiti in parte da plastica e in parte di alluminio.

Forse sono troppo pignola però così la raccolta differenziata mi sembra non organizzata e lasciata allo spontaneismo delle persone. Inoltre sarebbe utile riorganizzare anche le modalità di confezionamento dei prodotti alimentari, dei farmaci e in generale di tutto quanto è oggetto di scambio. Ma gli eletti non perdono tempo a predisporre strutture e livelli di responsabilità destinate ad organizzare tutti gli aspetti della vita sociale, ma si occupano soltanto di impossessarsi di quantità sempre maggiori di potere e risorse (es. autonomia rafforzata) per finalità estranee al bene comune.

Intanto la plastica inquina sempre più, la sanità è diventata un’eccellenza più di nome che di fatto e le persone sono diventate molto litigiose e si beccano come facevano i polli di Renzo nei “Promessi Sposi”. Sopra tutto questo pesa l’inadeguatezza dell’istruzione nel diffondere la collaborazione e la responsabilità quali cardini della convivenza.

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