LE BOLLETTE RIBASSANO, MA NON PER MERITO DEL GOVERNO…

CSV lombardia
Enrico Scarpini

Il metano scenderà del -9,9%, la corrente del -8,5%. 
La spiegazione. La riduzione è dovuta solamente all’andamento dei prezzi energetici internazionali, e soprattutto del gas.

il ministero dello Sviluppo economico (e in particolare il ministro Luigi Di Maio) con un comunicato ha cercato di attribuire a sé e alle sue politiche questo effetto benefico; ne sono sorte polemiche sull’uso politico delle bollette; ciò ha confermato il fatto che sono un limite potente per i consumatori le tariffe amministrate dalla politica invece che dalla libera competizione. 
Quando i prezzi sono regolati, i politici e i gruppi di pressione cercano di sfruttare a loro vantaggio i meccanismi di regolazione. 
Infine, la commistione fra prezzi amministrati (regolati) e prezzi liberi può generare distorsioni di mercato sulla libera concorrenza.

L’autorità dell’energia Arera non ha discrezionalità nell’aggiornare le bollette: il meccanismo è quasi un algoritmo rigido che correla le bollette con gli andamenti dei mercati.

Infine, la commistione fra prezzi amministrati (regolati) e prezzi liberi può generare distorsioni di mercato sulla libera concorrenza. 
Non a caso in Italia si tenta da anni di sopprimere il segmento tutelato del mercato elettrico e del gas ma da anni la politica riesce a rinviare questo passaggio, che attualmente è spostato al 1° luglio 2020; ora anche la Ue ha confermato l’urgenza di sopprimere al più presto segmenti regolati.

I ribassi riguardano il solo segmento tutelato ma influenzano anche i prezzi liberi del mercato libero. Valgono da 1° aprile al 30 giugno. 
Da ottobre 2018 a marzo 2019 i prezzi all’ingrosso del gas sono scesi da 27,2 a 18,4 euro per mille chilowattora (-32%), quelli dell’energia elettrica da 73,9 a 53,2 euro per mille chilowattora (-28%).

Nel secondo trimestre 2019 si registrerà un significativo calo del costo per
l’energia elettrica per la famiglia tipo, con una variazione della spesa complessiva del -8,50% rispetto al trimestre precedente.

La spiegazione data dall’autorità Arera ha i toni esoterici riservati ai soli cultori della disciplina. 
Spiega l’Arera che tale variazione è dovuta a un calo della spesa per la materia energia (-12,22%), legato alla riduzione del prezzo di acquisto dell’energia elettrica rispetto alle stime utilizzate nel precedente aggiornamento (-13,44%) che compensa largamente un leggero aumento del corrispettivo di dispacciamento (+0,98%) e del corrispettivo di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell’energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela (+0,24%).

Nel secondo trimestre 2019 si registrerà una diminuzione del costo per il gas naturale per la famiglia tipo, con una variazione della spesa complessiva del -9,9% rispetto al trimestre precedente. 
In diminuzione anche la componente relativa alle attività connesse all’approvvigionamento, CCR , -0,2%, che assume dal 1º aprile 2019 il nuovo
valore relativo al semestre estivo e in diminuzione anche la componente relativa al servizio di trasporto QT, -1,2% sulla spesa del cliente tipo, in seguito all’azzeramento della componente tariffaria a copertura degli oneri derivanti dall’applicazione del fattore correttivo dei ricavi di riferimento per il servizio di stoccaggio, CRVOS, per il periodo 1º aprile – 30 settembre 2019. 
In questo trimestre è stata riattivata la componente a copertura di eventuali squilibri dei sistemi di perequazione delle tariffe di distribuzione e misura, UG1, con un impatto sull’utente domestico tipo pari a +1,4%. 
Per quanto riguarda la spesa per gli oneri di sistema si registra un aumento del +0,4%, dovuto alla revisione della componente a compensazione dei costi di commercializzazione della vendita al dettaglio, UG2 , (a seguito della deliberazione dell’Autorità 29 gennaio 2019, 32/2019/R/GAS che, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 4825/2016, ha previsto l’istituzione di un nuovo elemento, UG2k, della componente UG2). 
Pertanto la variazione complessiva della spesa del cliente tipo, rispetto al precedente trimestre, è pari al -9,9%.

In passato, l’Arera ha usato un po’ della sua flessibilità per ripartire su più trimestri i rincari, assecondando le pressioni della politica e del Governo.
In queste sue scelte, l’autorità Arera agisce non solamente sui consumatori ancora serviti dalla tutela (che sono più della metà) bensì agisce in via indiretta anche sulla bolletta dei consumatori del libero mercato che hanno contratti con offerte indicizzate, perché le tariffe tutelate sono il benchmark cui si riferisce il resto del mercato.
La “tutela” non tutela i consumatori, anche quelli liberi: li penalizza, li asservisce ai politici e alle logiche elettorali. Le pressioni dei politici e del Governo di turno penalizzano anche la concorrenza libera. La piena liberalizzazione del settore e la scomparsa della “tutela” rafforza i consumatori e toglie leve ai politici.
Basta leggere il portale realizzato dall’Arera per i consumatori liberi, che confronta le diverse offerte del mercato libero.

L’altro giorno il Parlamento europeo riunito a Strasburgo ha approvato le nuove regole per creare un mercato europeo dell’elettricità più pulito, più competitivo e in grado di affrontare più efficacemente le emergenze adottando in via definitiva quattro nuove legislazioni sul mercato elettrico, concordate informalmente con i ministri alla fine del 2018.

Si conclude così il percorso legislativo del pacchetto Energia pulita. 
L’accordo sul regolamento sul “mercato interno dell’elettricità” è stato approvato con 544 voti favorevoli, 76 contrari e 40 astensioni. 
I consumatori trarranno notevoli vantaggi dalle nuove norme, poiché avranno accesso a contatori intelligenti e a prezzi dinamici. 
Uno degli obiettivi principali delle nuove norme è consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile attraverso le frontiere Ue. Quanto alla regolazione del mercato dell’elettricità, sono state modificate le norme che istituiscono l’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (Acer) che avrà maggiori poteri.

fonte: ilsole24ore.it

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