CARI ITALIANI SIETE PRONTI A RISARCIRE I TRUFFATI DALLE BANCHE VENETE E DELL’ITALIA CENTRALE? MENTRE I “COLLETTI BIANCHI” TUTELATI DAL GOVERNO SONO SPARITI CON LA CASSA?

Di Marialuisa Colonna Romano

CSV Padova

Ormai sembra diventato normale il principio per cui tutti gli italiani debbano addossarsi i danni provocati da chi negli ultimi decenni ha rubato. Oltre alla corruzione pensiamo all’invenzione delle bad company (mi pare ai tempi di Berlusconi), create con lo scopo di sollevare dai debiti società come Parmalat, Alitalia, varie banche entrate in crisi in tempi antecedenti a quelle fallite ultimamente. Lasciando stare per il momento le grandi quantità di risorse bruciate con vari lavori pubblici il cui costo raddoppiava e triplicava in corso d’opera, si è affermato il principio per il quale il ladro (purché non sia quello che entra nelle case degli italiani al quale ora si potrebbe sparare in ogni caso, sigh …) deve essere tutelato. Ai derubati ci pensa la generalità del popolo italiano. E così il debito pubblico è aumentato. Sono apparsi i teorici del debito che sostengono l’utilità del debito pubblico per creare sviluppo (a volte facendo qualche distinguo). Per cui non mi sono meravigliata quando con la massima naturalezza il governo ha elaborato il provvedimento per risarcire i truffati dalle banche venete e dell’Italia centrale: i ladri (quelli con i guanti bianchi) sono sempre tutelati mentre agli italiani tocca aggiungere un altro tassello al già consistente debito che portano sulle spalle. Il problema ora è dato dal fatto che l’Italia deve pagare a coloro che finanziano questo debito un importo di interessi talmente alto da ridurre l’entità delle risorse da destinare agli investimenti: quale futuro ci si prospetta in queste condizioni? Temo che dopo le elezioni lo potremo immaginare.

Ormai sembra diventato normale il principio per cui tutti gli italiani debbano addossarsi i danni provocati da chi negli ultimi decenni ha rubato. Oltre alla corruzione pensiamo all’invenzione delle bad company (mi pare ai tempi di Berlusconi), create con lo scopo di sollevare dai debiti società come Parmalat, Alitalia, varie banche entrate in crisi in tempi antecedenti a quelle fallite ultimamente. Lasciando stare per il momento le grandi quantità di risorse bruciate con vari lavori pubblici il cui costo raddoppiava e triplicava in corso d’opera, si è affermato il principio per il quale il ladro (purché non sia quello che entra nelle case degli italiani al quale ora si potrebbe sparare in ogni caso, sigh …) deve essere tutelato. Ai derubati ci pensa la generalità del popolo italiano. E così il debito pubblico è aumentato. Sono apparsi i teorici del debito che sostengono l’utilità del debito pubblico per creare sviluppo (a volte facendo qualche distinguo). Per cui non mi sono meravigliata quando con la massima naturalezza il governo ha elaborato il provvedimento per risarcire i truffati dalle banche venete e dell’Italia centrale: i ladri (quelli con i guanti bianchi) sono sempre tutelati mentre agli italiani tocca aggiungere un altro tassello al già consistente debito che portano sulle spalle. Il problema ora è dato dal fatto che l’Italia deve pagare a coloro che finanziano questo debito un importo di interessi talmente alto da ridurre l’entità delle risorse da destinare agli investimenti: quale futuro ci si prospetta in queste condizioni? Temo che dopo le elezioni lo potremo immaginare.

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