PROVINCE SI, PROVINCE NO.

di Rosario Orlando

….silenziosamente ….finisce e muore il discorso, senza nessuna argomentazione e spiegazione a favore della propria tesi.

Possibilmente si dà per scontato che il problema è sufficientemente conosciuto e dibattuto. Siamo d’accordo ?

In una democrazia, un governo che rispetti i propri cittadini, come spesso dice, dovrebbe avere un approccio diverso, in particolare, non dovrebbe confondere la politica con il potere.

In politica non basta dichiarare di essere a favore o meno delle province o altro, si deve bene esporre ed indicare, in modo chiaro, la propria visione.

Il confronto sul’ esistenza o meno delle province, non può non passare dal l’opportunità di valutare il riordino dell’apparato amministrativo, non può non considerare l’attuale momento storico, con la nuova tecnologia ed, in particolare, la valenza del digitale, non può non tenere conto che la ” vicinanza ” , logisticamente parlando, non è quella di settant’anni fa, tra i cittadini e l’apparato dello stato.

I tempi sono maturi per approntare, in modo chiaro e realistico, un progetto di ristrutturazione dell’apparato amministrativo.
Da qui si può fare un salto di qualità, rendere efficiente e moderno e, nello stesso tempo portare i costi dell’apparato amministrativo, nella media europea con una notevole economia.

P.S.
Su questo argomento ho avuto modo di esporre, in diversi post, il mio pensiero :
1) eliminazione delle Regioni e Provincie
2) definizione competenze per Ministeri e Comuni
3) eliminazione costi consulenze, pareri ecc..
4) maggiore funzione e ruolo dì avvocatura dello Stato e Corte dei Conti
5) migliore utilizzo della CONSIP
6) progettualità a tema con adeguamento paritario di strutture e servizi
7) gare di appalti e controlli anti corruzione
Ecc…ecc..

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