WELFARE E SPESA SOCIALE NEL MIRINO DELLA “FASE 2” DEL GOVERNO?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Mirko Salotti

Seguo notificazioni dal Vostro gruppo, però poteste proporVi ed esporVi di più su molte tematiche attuali: migranti, ambiente, spesa sociale, …?

Mi piacerebbe vedervi piu’ schierati, prendendovi le vostre responsabilità, come faccio io.

Mi farebbe piacere poter chiedere come ci si pone di fronte alla “spesa sociale” o al welfare – perché non solo per i migranti, o per i Rom.. per me si rischiano tagli … tipici della Lega.

RISPONDE CSV

Caro Mirko, innanzitutto grazie per l’apprezzamento, per lo stimolo ad andare avanti e per l’interessante tema che hai posto. Le nostre responsabilità cerchiamo di prendercele mantenendo la nostra indipendenza dai partiti, pur avendo le nostre idee, che abbiamo espresso nella nostra policy.

Abbiamo denunciato varie volte le “dazioni” elettoralistiche dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni (citiamo solo i famosi 80€ di Renzi ed il fantomatico Reddito di Cittadinanza del governo Conte).

Noi pensiamo che il rilancio del paese non possa passare per l’assistenzialismo fine a se stesso e funzionale al voto di scambio, ma vada invece incanalato in un percorso virtuoso che porti il paese a favorire il fare impresa, in un sistema armonico “business friendly” che favorisca l’inventiva e l’audacia dell’imprenditore e premi le capacità e la professionalità del prestatore d’opera, che in tal modo vedrà il proprio potere contrattuale aumentato.

Rispetto alla tua domanda … non crediamo che ci saranno cambiamenti di rilievo nella “fase 2” … la Lega ha dimostrato di essere una struttura statalista e clientelare in tutti i territori ha governato e certamente non imporrà misure impopolari proprio ora che sta capitalizzando i voti.

Il proprio elettorato di riferimento non e’ ormai più quella del piccolo imprenditore del lombardo-veneto che invocava secessione e flat-tax, ma la massa indistinta della penisola che si riconosce in un discorso identitario (e per certi versi reazionario) unito al controllo ideologico e dell’economia del territorio che assomiglia più ad Hamas a Gaza che al modello partito nazionale della Fidesz di Orban in Ungheria.

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