AAA CERCASI … POLITICA. LASCIAMO PERDERE NON È COSA LORO !

di Rosario Orlando

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Il M5S, nonostante il grande successo elettorale avuto, in particolare, nel meridione, sembra pago e contento per il mezzo fallimento del reddito di cittadinanza e, anzi, rilancia con il salario minimo. Non si rende conto che è ora di abbandonare la politica dell’acchiappa voti.
Non ha capito che non si può andare avanti con qualche miseria che intacca la dignità delle persone e, dato che si fa a debito, compromette il rapporto-confronto con la commissione europea. Non si perda su temi altisonanti e privi di immediata sostanza.

La priorità è lo sviluppo del sud, prioritario è creare lavoro, è tempo di progetti a medio lungo tempo, è tempo di un progetto industriale efficiente ed efficace, è tempo di prendere il treno della ricerca ed innovazione, è tempo di programmare e qualificare le figure assistenziali, soprattutto per anziani,( vedi conferma dati ISTAT odierni ) è tempo di dare alle nuove generazioni un’istruzione in linea con i paesi più avanzati.

L’Italia va cambiata totalmente, va riformata radicalmente. È ora di finirla con il contrastarsi su salario minimo, Flax Tax, immigrazione, ecc … problemi secondari rispetto a quanto sopra detto.

Se si vuole lasciare il segno, non si deve predicare bene e razzolare male.

Si vada in Europa con idee chiare e ci si confronti. 
Il reddito di cittadinanza e quota cento si facciano morire al più presto, sono secondarie rispetto ai veri investimenti ed alla vera assistenza : Rei

Lo sblocco cantieri, sia per la totalità, anche se viene fatto in deroga ed a prescindere dai pericoli sollevati dall’anticorruzione e, soprattutto, sia vero e non solo enunciato. 
Così facendo si affrontano i problemi occupazionali-economici italiani.

Il M5S se vuole, veramente e seriamente, contrapporsi alla Lega, si faccia promotore di un piano, per abbattere la disuguaglianza strutturale nord-sud. 
Abbracci questa bandiera e dia un vero senso alla propria presenza politica. 
Previo accordo con l’Europa, elabori un grande piano infrastrutturale per isole e meridione a medio lungo termine, per uniformarlo al resto d’Italia.

Per iniziare, sì utilizzino tutti i fondi, in passato, non utilizzati dal sud Italia confluendoli in questo piano. Inoltre, onde evitare sprechi ed altro, la gestione sia trasferita a livello nazionale o europeo, bypassando gli enti locali comuni, province e regioni, come previsto anche dal trattato di Lisbona.

Sono convinto che, un discorso serio su questa lunghezza d’onda, può essere impostato con l’Europa, altro che procedura di infrazione !

Lasciamo perdere ! Non è cosa loro, non sono all’altezza della situazione, è tempo perso, non sanno dove stanno di casa,

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