LIBIA: ITALIA HA PERSO

LIBIA: ITALIA HA PERSO

di Francesco Preti – Bruxelles


Mi sono riguardato la storia dal 2014 in poi, quando Putin chiese esplicitamente al governo in carica di avere un appoggio tramite UE per l’attivazione del gasdotto Southstream.

Ebbene Monti-Letta-Renzi-Gentiloni non fecero nulla per far cambiare idea alla UE la quale continua ad opporsi ancora oggi al Southstream. All’epoca la SAIPEM (ENI) collaborava direttamente con GAZPROM per attivare il Southstream. La sua chiusura determino’ quindi la crisi della SAIPEM che è stata coperta sia con commesse italiane che con asset finti (giacimenti di gas scoperti nel Mediterraneo tipo l’oro di Napoli).

A questo punto Il Southstream venne rimpiazzato dal “Turkishstream” e GAZPROM sostitui’ il partner ENI dopo 60 anni di collaborazione con partners turchi.

Passando alla Libia, Haftar ha dietro Russia e Turchia. Non ha senso che noi italiani cerchiamo ora un compromesso con Haftar che è una marionetta nelle mani della Turchia e della Russia.

Quindi le possibilità sono due: (1) non parlare con Haftar e continuare a difendersi in Tripolitania, ma servono truppe italiane (2) riallacciare l’alleanza energetica parlando direttamente con Putin, ma il suo prezzo già lo conosciamo: aprire al Southstream a cui si oppone la Commissione Europea.

Ma questo governo non è abbastanza forte per seguire una delle due opzioni. L’Italia ha già perso il gas libico. Lo compereremo da Gazprom, oppure da Total se riuscirà a creare gasdotti loro dal Feizzan verso Algeria, Tunisia.

Insomma l’Italia non è più in gioco. I francesi stanno aspettando il fallimento della politica italiana per subentrare in Tripolitania. Loro hanno la legione straniera, si possono permettere perdite. Noi no.

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