Covid19, Gimbe denuncia: la Lombardia sottostima i dati,falsato indice Rt

dati ufficiali sulla diffusione del virus in Lombardia, fondamentali per valutare la riapertura dei confini, sono verosimilmente sottostimati»

La denuncia arriva nelle ore cruciali in cui il governo deve decidere il «liberi tutti» sugli spostamenti a partire dal 3 giugno. L’annuncio è atteso per domani. Ai dubbi degli scienziati espressi nei giorni scorsi, s’aggiunge l’analisi indipendente del Gimbe. La Lombardia, la più colpita dall’epidemia, non è pronta per quattro motivi.

Uno: la percentuale di positivi al giorno è più alta di quella che viene comunicata.

Due: il numero dei positivi è sottostimato perché manca ancora un tamponamento massiccio. I tamponi «diagnostici» per 100 mila abitanti in Lombardia sono 1.608, poco sopra la media nazionale di 1.343. Contro i 4.076 della Valle d’Aosta e i 4.038 della Provincia Autonoma di Trento, le regioni che ne fanno di più. Il Veneto è a 1.800. Ora, siccome per trovare il virus lo devi cercare, il dubbio è: quanti sarebbero davvero i casi se la Lombardia facesse un tamponamento massiccio? «Nelle tre Regioni ad elevata incidenza di nuovi casi, la propensione all’esecuzione di tamponi rimane poco al di sopra della media nazionale sia in Piemonte (1.675) che in Lombardia (1.608) – ribadisce il Gimbe –, mentre in Liguria (1.319) si attesta poco al di sotto».

Tre: i nuovi casi giornalieri, per 100 mila abitanti, sono il triplo della media nazionale, ma sono i meno noti

Quattro: la Lombardia sovrastima i guariti perché li comunica insieme ai dimessi di cui non è noto lo status di guarigione, clinica o virologica

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