ANCORA SULLE RIFORME ISTITUZIONALI …

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune proposte dell’amico Rosario Orlando

… apprezziamo lo sforzo ma … il problema non sono le regole, ma la mancanza di cultura democratica sostanziale da parte dell’elettorato e di coloro che lo rappresentano … finché si continua ad essere schiavi del bisogno ed imprigionati dell’ “appartenenza” e non dal merito, allora siamo in un circolo vizioso dal quale e’ impossibile uscire … il tema di fondo e’ appunto quello culturale, se non addirittura antropologico, non le alchimie politico-istituzionali …

Riportiamo di seguito il messaggio ricevuto:

NON È PIÙ DILAZIONABILE !

Giornalmente, non mancano segnalazioni, con post e commenti vari, da parte di cittadini tra cui alcuni miei amici, di quanto non va, come pure suggerimenti e proposte.
La nostra costituzione è risaputo fa acqua, spesso lo riconoscono pubblicamente, anche i politici però, non hanno l’idea e/o la capacità e/o la forza per cambiarla.
Perché ? Ci sono partiti che il problema se lo pongono, anche se in modo saltuario, ma si fermano a questo. Ci sono partiti che preferiscono guardare ai consensi, ossessionatamente, come se fosse questione di vita o di morte, anziché alla possibile soluzione; fra di loro si fronteggiano senza esclusione di colpi, anche con falsità e bugie, a discapito dell’interesse collettivo.

Cosa manca ? Nel mio ultimo post scrivevo : ” Non ci resta che sperare ! Un qualche cosa di magico illumini i nostri leader politici, la volontà politica ed il senso di responsabilità superi tutti gli ostacoli e la barricata egoistica soccomba davanti all’interesse della collettività. “

Occorre che maturi un nuovo spirito costituente.
Senz’altro non siamo nella situazione di un paese che esce dalla guerra e da un regime dittatoriale ma, è pure vero che, in settant’anni di democrazia parlamentare, si sono evidenziate lacune ed omissioni di aspetti costituzionali importanti e, ancora oggi più drammatici, con il covid 19.

Claudio Martelli, nel suo libro – L’Antipatico Bettino Craxi e la Grande Coalizione,
in merito alla Costituzione, dice che la parte che organizza lo Stato ed i suoi poteri, presenta molte falle. Afferma che l’efficienza operativa è stata volutamente delegata ai governi futuri. Pertanto, la ” partitocrazia ” è nata per volontà dei padri costituenti e quindi, non è una degenerazione della democrazia italiana. Afferma, inoltre, che non è stata una scelta presa in stato di necessità ma di un proposito consapevole e scellerato.

A prescindere da tutto ciò, come dicevo, il problema c’è; lo viviamo giornalmente, non possiamo fare finta di niente e lasciare le cose così, fino alle calende greche.
Claudio Martelli ci rinfresca la memoria e ci invita ad affrontare e ridefinire :
* L’elezione ed i poteri del Presidente del consiglio;
* Il sistema elettorale che garantisca la governabilità e sia espressione il più possibile diretta della volontà del popolo
* La procedura per legiferare;
* Ed uniformare gli statuti dei partiti secondo principi democratici, includendo le relative modalità di finanziamento;
* I diritti e doveri dei sindacati;
* L’autonomia e l’indipendenza dei magistrati e PM.

Pertanto, occorre muovere le acque, bisogna dare una spinta democratica. Si deve mettere all’ordine del giorno il problema dei problemi, abbiamo necessità di avere una Costituzione adeguata ai tempi. La soluzione non può partire dalle piazze o dai confronti televisivi, il luogo indicato e legittimato è il parlamento. I partiti tramite i capigruppo, debbono prendere l’iniziativa e creare i presupposti per affrontare il problema, i tempi sono maturi per metterci mano. Non sono più dilazionabile !

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