Sugli interventi umanitari, le guerre giuste, etc etc

L’escalation della guerra civile in Siria riporta alla ribalta ancora una volta la necessita’ di stabilire criteri oggettivi da applicarsi in casi simili. Ormai giornalmente tutti quanti, dal Papa ad Obama, da Hollande a Putin stanno dicendo la loro, quindi non vedo perché anche io non dovrei.

Questo stabilito, vorrei pero’ al solito attenermi ad alcuni principi fondamentali:
  1. Concisione 
  2. Realismo
  3. Niente ipocrisia
  4. Poche frasi fatte e luoghi comuni (solo lo stretto necessario)
Nel caso specifico:
  • Principio di non intervento militare nei conflitti armati interni (c.d. guerra civile) a fianco dell’uno o dell’altro contendente a meno che non vi sia un chiaro e dichiarato interesse nel volere che una parte prevalga sull’altra. In questo caso non si tratterebbe più di guerra civile ma di un conflitto armato di altro genere, con tutte le conseguenze previste dal diritto internazionale pattizio e consuetudinario ed una assunzione di responsabilita’ da parte delle potenze interventiste.
  • Continuo sforzo diplomatico coordinato per un arresto delle ostilità e per una soluzione negoziata
  • Protezione dei profughi, degli sfollati ed in generale della popolazione non combattente tramite la creazione di corridoi umanitari, campi profughi ed assistenza sul campo in territori non soggetti a combattimenti (sorta di “citta’ aperte”), previo negoziato ed assicurazione in tal senso dalle parti in lotta.
  • Divieto di fornitura di materiale bellico alle parti in conflitto.
  • Alla chiusura delle ostilità, premere affinché i vincitori permettano i lavori di una commissione di inchiesta indipendente sulle motivazioni del conflitto e sugli eventuali crimini di guerra commessi. Sara’ poi ai singoli governi considerare il tipo di relazioni da tenere in futuro con la parte vincitrice, prendendosene le dovute responsabilità storiche e morali.
  • Codifica di quanto sopra nel diritto internazionale pattizio.
 

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