UNA “DESTRA” MODERNA?

Di Massimo Bernacconi

Premesso che riteniamo queste distinzioni destra / sinistra ormai artificiose ed antistoriche e volendo evitare di descriverle nuovamente in “negativo”, possiamo tentare di fornire qualche elemento:

  1. presa d’atto della “modernità” ed accettazione del dato di fatto di doversi muovere in una società pluralista;
  2. consapevolezza che i sogni di un “ritorno alle origini” di un passato mitico e misticheggiante rimangono, per l’appunto, sogni.
  3. guarda al futuro e non al passato;
  4. privilegia l’individualismo / l’individuo e la realizzazione piena dello stesso
    -> progressista sul piano delle libertà civili;
    -> meritocrazia più importante rispetto allo “status”
  5. attenta al tema dell’ordine e della sicurezza che rimane uno dei capisaldi
  6. orgoglio nazionale ma apertura ad aggregazioni più vaste
  7. vicina al mondo degli affari, agli imprenditori
  8. sostenitrice dello spirito del capitalismo e diffidente dei grandi potentati finanziari internazionali
  9. sostenitrice dello “stato minimo” e della riduzione della spesa pubblica;
  10. Propugna la netta separazione fra trono ed altare.

In conclusione e semplificando fino alla banalizzazione, la “destra moderna”, a nostro modesto avviso, assomiglia molto di più a scuole di pensiero “libertarie” alla Ron Paul che al Principe Borghese.

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