Quando la politica e la scienza dovrebbero vivere in universi separati … il caso NASA.

Il premio “cazzata del giorno” lo vince con mio sommo disappunto l’ente spaziale statunitense, la famosa, autorevole (e da me venerata ancorché burocratica e costosa) NASA. 
Evidentemente influenzata dall’orgasmo competitivo fra USA e Russia ed incoraggiata dall’attuale stato di “guerra fredda de’ noarti”, sempre in cerca di fondi, ed evidentemente sensibile alle pressioni politiche dell’amministrazione Obama, la NASA si e’ allargata con un improvvido tweet che ha causato la reazione fra l’ilare ed il costernato dei suoi followers; comparando il costo dei voli “umani” di astronauti USA praticati dai russi (unico “ascensore per le stelle” affidabile dopo la messa a terra degli Shuttle), con quelli che potrebbero essere praticabili da una compagnia privata mai operativa finora. 
#LaunchAmerica e’ lo slogan. Al di la’ dell’endorsement improvvido di un potenziale fornitore da parte di un ente scientifico pubblico di tale importanza, legato ad una lunga serie di accordi di cooperazione con ESA e con gli enti spaziali di tutto il mondo, quello che mi ha particolarmente indisposto e’ stata la sciatteria con la quale un tema cosi strategico per tutta l’umanità e’ stato trattato … come una internauta particolarmente sagace e lungimirante ha risposto 
“…il giorno che inizieremo a chiamarle “astronavi umane” al posto di Americane o Russe sarà il giorno nel quale conquisteremo realmente lo spazio.” 

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