CHE SUCCEDE IN FRANCIA?

Ogni giorno arrivano notizie sempre più preoccupanti da Parigi e dalla sterminata periferia. Scioperi, violenze di piazza, “casseurs”, risposta poliziesca spesso sproporzionata, etc.
Che sta succedendo?

La questione e’ complessa e presenta numerose sfaccettature. E’ innegabile che vi sia una preoccupante radicalizzazione in atto. 

Da un lato, vi si e’ tardivamente resi conto dell’insostenibilità delle attuali politiche sociali ed assistenzial-clientelari che hanno portato all’esplosione della spesa pubblica e della tassazione (si veda il nostro post recente sulla tassazione nei vari paesi europei); dall’altro vi e’ un (comprensibile) atteggiamento di “conservazione” con un sindacato generalmente massimalista che non accetta neppure la discussione su questi temi. 
Aggiungiamo ad esso la cronica inefficienza ed inefficacia del sistema assai chiuso della “aristocrazia repubblicana” francese non più adattato al contesto attuale; mescoliamo con una generale perdita di identità e di visione del paese nel suo complesso e la tendenza innata ad iniziative di tipo barricadiero o autoritario (vedasi l’avanzata delle “estreme” o le iniziative discutibili del governo relative allo stato di emergenza che abbiamo segnalato mesi or sono definendole “liberticide” e che hanno suscitato la perplessità della corte europea dei diritti dell’uomo) che hanno costellato la storia dell’esagono per secoli ed otteniamo la tempesta perfetta.

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