TASSISTI, UBER E L’ECONOMIA CHE CAMBIA

La scomposta rivolta dei tassisti romani di questi giorni ha riportato alla ribalta il tema da noi già affrontato in passato della cosiddetta “uberizzazione della società“, quel fenomeno per il quale modelli economici ed imprenditoriali diventano di colpo obsoleti e monopoli di fatto si sfaldano per effetto dell’apertura del mercato grazie alle tecnologie digitali. In questo contesto, si parli di forme di trasporto urbano, di distribuzione di merci o altro, e’ evidente che esiste una scollatura fra:
  • lo sviluppo tecnologico; 
  • il modello imprenditoriale (business model);
  • le nuove possibilità per il consumatore / cliente;
  • la percezione dei detentori del monopolio (es. i tassisti proprietari delle licenze);
  • la percezione dell’opinione pubblica, e;
  • il ritardo e l’inerzia legislativa che non riesce (o non vuole) stare al passo col mercato.
E’ evidente che fenomeni come “Uber” nascono e si sviluppano quando il servizio non riesce a stare al passo con le attese degli utenti, sia dal punto di visto quantitativo (disponibilità) sia da quello qualitativo; queste opportunità non solo promuovono la concorrenza NEL mercato (e.g. Uber vs taxi o noleggio con conducente) ma anche PER il mercato (e.g. uber vs bus o tram) e ne creano di addizionale (i.e. Uber abbassa la soglia economica di accesso al servizio).
Riteniamo quindi necessario aprire un dibattito, non tento su chi abbia torto o ragione, ma su alcune proposte pragmatiche per affrontare il tema, utilizzando il caso del trasporto pubblico urbano come modello. Di seguito alcune idee che vorremmo “testare” confrontandoci con gli amici di Candidati Senza Voce nel nostro gruppo di discussione su Facebook, in modo da uscire con una proposta “robusta” per gli organi decisionali competenti.

Principi fondamentali

  • Facilitare lo sviluppo del mercato e della concorrenza;
  • Lotta ai monopoli ed alle rendite di posizione clientelari;
  • Evitare fenomeni di “dumping” economico e sociale o di abusivismo;
  • Assicurare un trasporto urbano sicuro, efficiente, sostenibile, al minor costo possibile per l’utente finale;
  • Parità di accesso al mercato per tutti gli operatori economici (tassisti tradizionali, ncc, Uber, etc);
  • Perequazione fiscale;
  • Sistema sufficientemente flessibile per adattarsi ai nuovi modelli imprenditoriali.

Alcune proposte in accordo ai principi di cui sopra

  • Licenze per il trasporto pubblico urbano rilasciate dal comune in numero sufficiente alla domanda
  • Licenze rilasciate solo al singolo individuo richiedente ed esercitabile dallo stesso senza possibilità di delega o cessione;
  • Costo rilascio della licenza accessibile (es. 500€) e soggetta a canone mensile (es. 300€) 
  • Accorpamento delle forme di trasporto pubblico urbano diverse dal taxi “tradizionale” nel “noleggio con conducente” (ncc)
  • Tassazione di tipo “flat rate” per tutti gli operatori, legata quindi alla licenza, da definirsi in base a criteri quali città dove si opera, etc, ma sufficientemente bassa per consentire profitti in regime di vera concorrenza ed incentivante per permettere sviluppo del settore -> migliori servizi agli utenti in termini qualitativi e quantitativi;
  • Taxi “tradizionali” (quegli operatori che rispettano un determinato “capitolato” stabilito dal comune, e.g. colore, tipo vettura, etc) possono usufruire degli appositi spazi di attesa ed altre facilitazioni (e.g. utilizzo di corsie preferenziali);
  • Sanzioni draconiane per chi esercita servizi dietro pagamento in danaro abusivamente al di fuori di questo quadro legislativo, con confisca del mezzo e revoca patente di guida (specificato “danaro” in quanto vogliamo evitare che siano colpiti sia il titolo grautito quando si prende un autostoppista o forme come quella dello scambio o del baratto).

Disposizioni transitorie

E’ evidente che non si possano mettere in atto questi concetti dall’oggi al domani … ai detentori delle licenze va lasciato il tempo necessario per adeguare il proprio “modello”, ma questo tempo non può misurarsi in decenni … e nemmeno il lustri.

Conclusioni

Iniziamo da questo progetto-pilota su un tema altamente controverso in modo da estenderlo ad altri settori economici interessati dal fenomeno di “uberizzazione”.
Partecipa alla discussione nel nostro gruppo FaceBook

1 Comment

  • CANDIDATI SENZA VOCE
    Posted 23 Febbraio 2017 22:47 0Likes

    Per qualche esempio pratico diamo un'occhiata al modello inglese dove i tassisti hanno il solo obbligo di avere una licenza che ne garantisca la sicurezza del servizio. QUindi il costo di ingresso si limita agli esami di stato, all'auto ed all'ingresso nel servizio digitale. Null'altro.

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