POLEMICA SU NEGOZI APERTI NEI GIORNI FESTIVI: RIPENSARE SALARIO MINIMO?

La polemica sul lavoro domenicale in realtà cela una profonda differenza nella concezione dell’economia e della società nel nostro paese: da un lato la tendenza giacobina, pauperista ed ora pure identitaria del vietare sempre tutto e comunque, dall’altra quella pragmatica di considerare quali sono invece i veri valori fondamentali in gioco.
Il problema non e’ tanto il lavoro festivo  se sia giusto o sbagliato (ci sono categorie intere come ristoratori, medici, controllori di volo, piloti, pompieri etc che operano praticamente H24), ma che questo lavoro sia adeguatamente retribuito e che consenta un accettabile bilanciamento fra la vita professionale e quella privata
Ora, dovremmo riprendere varie discussioni di tempo fa (dal 2015) sul concetto di salario minimo (che nulla ha a che vedere con il famigerato “reddito di cittadinanza” / Universal Basic Income).
L’introduzione anche in Italia (come nella maggioranza degli stati UE) potrebbe (condizionale d’obbligo) essere la chiave per mettere tutti (o quasi) d’accordo.
Ci permettiamo quindi di presentare agli amici di CSV la nostra piccola proposta di base, per una discussione aperta su questo tema e poi formularla in maniera pienamente strutturata per sottoporla all’attenzione degli organi politici competenti. Le cifre per ora servono solo a mostrare il concetto, non prendetele per oro colato … 😏

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  1. Il salario minimo per ogni prestazione da corrispondere al lavoratore e’ di 10€ l’ora (lorde);
  2. l’orario lavorativo normale e’ di 40 ore / settimana;
  3. l’orario giornaliero massimo non può superare le 12 ore;
  4. l’orario settimanale massimo, inclusi gli straordinari, non può superare le 60 ore;
  5. l’orario lavorativo considerato diurno inizia alle 6 della mattina e termina alle 20 di sera;
  6. il lavoro straordinario e’ pagato in misura maggiorata del 25%
  7. il lavoro notturno e’ pagato in misura maggiorata del 50%
  8. il lavoro festivo e’ pagato in misura maggiorata del 100%
  9. Le tre misure di cui sopra sono cumulabili;
  10. Tra la fine del lavoro notturno e qualsiasi prestazione successiva devono essere passate almeno 18 ore.
  11. Al lavoratore non può essere richiesta la prestazione festiva nella misura superiore al 50% del totale dei giorni festivi stabilito per legge;
  12. Quanto sopra può essere ulteriormente specificato in maniera più favorevole per il lavoratore tramite gli appropriati livelli di contrattazione collettiva ed individuale.

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