ANCAP: CHI SONO GLI ANARCO-CAPITALISTI?

Riceviamo, non necessariamente condividiamo ma volentieri pubblichiamo da Aurelio Mustacciuoli

Perché sono convintamente ancap (o come diavolo volete chiamarlo se vi fa paura il nome)

Torno con un breve post su un punto che ritengo molto importante e che merita uno scritto più strutturato che mi riprometto di fare appena avrò tempo.

Essere ancap per me vuol dire solo porre alla base dei propri valori, i valori di libertà mirabilmente individuati da Rothbard nel suo libro L’etica della libertà; e non venire a compromessi con essi.

Molti interpretano questa posizione come una dichiarazione di guerra allo stato che potrebbe spaventare e scatenare reazioni che addirittura nuocerebbero alla causa liberale.
Anarchia senza stato che enormità! niente regole, legge del più forte, si salvi chi può… etc etc . allora sai che ti dico? più stato, più stato,..

Il punto è che non è così. Gli ancap (o come diavolo volete chiamarli se non vi piace la parola, ma li chiamiamo così per capire di cosa parliamo) non sono gli anarchici di sinistra di Bakunin. E la loro posizione nei confronti dello stato è di critica consapevole che lo stato sacrifica i valori di cui sopra; è un mostro, e come tale va tenuto sotto controllo. Non necessariamente abbattuto.

La mia posizione è che ciò è importante, anzi fondamentale. Perché solo credendo nei valori ancap si tiene sotto controllo il mostro.

Faccio un esempio. Prendiamo la frase: “le tasse sono belle”. Ovviamente una mostruosità anche per un liberale non ancap.

Ma pensateci bene.

Se io non sono ancap e ammetto lo stato, anche uno stato minimo, le tasse sono necessarie, non possono pertanto essere una cosa sbagliata. Se non sono una cosa sbagliata, per qualcuno possono essere una cosa bella. Certo, nessun liberale dirà che sono necessarie a ridistribuire la ricchezza (qualcuno comunque lo dice eccome) e che il 70% di tassazione sono un bene, ma qual è il livello giusto? Il 5%, il 10%, il 30 %? Il vaso di pandora è ormai aperto, e ci saranno sempre intelligentissime persone che convinceranno masse (interessate) con validissimi motivi che il bene comune impone una piccola tassa in più. E ciò è giustificabile perché le tasse non sono sbagliate in principio.

Ma se io sono ancap, le tasse sono sbagliate. Punto. In nessuna situazione possono essere belle. Se sono poche si tratta di un piccolo male, se sono tante di un grande male. A volte un piccolo male diventa accettabile, ma rimane un male.

E questo vale per molte altre cose che riguardano proprietà privata, libero scambio, libertà individuali, rispetto dell’individuo, non aggressione. Se sei ancap tutto quello che va contro questi valori è sbagliato, non può mai essere bello, in nessuna circostanza. Se non sei ancap anche se credi in questi valori, non ci credi veramente fino in fondo.

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