ACCADDE OGGI, NACQUE L’UOMO CHE INVENTO’ L’OSSIGENO. JOSEPH PRIESTLEY

ACCADDE OGGI

L’UOMO CHE SCOPRI’ L’OSSIGENO.

IL 13 MARZO 1733, a Fieldhead (Inghilterra) nacque
JOSEPH PRIESTLEY
L’uomo che scoprì l’ossigeno.
Figlio di un fabbricante di tessuti. Ancora ragazzo studiò il latino, il greco, l’ebraico, il tedesco, il francese, l’italiano e antichi idiomi mediorientali, utili per le forniture di materie prime dall’oriente per l’attività paterna. Divenne presto professore di lingue. Compì gli studi nel seminario calvinista di Daventry e svolse il proprio ministero in vari centri dell’Inghilterra, unendo agli studi teologici e filosofici un vivo interesse per le scienze sperimentali anche come autodidatta
In questo periodo di intensa e fruttuosa attività scoprì l’ossido di azoto, l’anidride solforosa, l’acido cloridrico e l’ammoniaca. E, nel 1744, l’ossigeno, che ottenne riscaldando l’ossido rosso di mercurio. Priestley per i suoi studi sui gas era solito usare una campana di vetro con cui svolgeva molti esperimenti: dopo essersi procurato una bacinella contenente acqua, posizionava sopra questa la campana con all’interno una pianta e un topolino, o solo un topolino. Così facendo notava che quando il topolino era l’unico essere all’interno della campana questo moriva molto prima rispetto a quando vi era anche la pianta. Questo indusse Priestley a formulare la seguente teoria: la pianta produceva una sostanza che allungava la vita al topolino. Successivamente questa sostanza venne definita Ossigeno; la parola stessa contiene la parola “geno” il cui significato è generare.
Nel 1762 cominciò ad interessarsi vivamente di questioni scientifiche; la conoscenza di Benjamin Franklin, avvenuta durante un viaggio a Londra, lo indusse ad interessarsi all’elettricità, compilando una storia degli studi sui fenomeni elettrici. Condusse numerosi studi sulla conducibiltà dei materiali, arrivando alla conclusione che non solo i metalli e l’acqua conducono la corrente ma che esiste anche una relazione tra effetti elettrici e reazioni chimiche; tutto ciò porterà Alessandro Volta agli studi di elettrochimica.
Pubblicò nel 1767 “Storia e Stato attuale dell’elettricità” e l’opera gli procurò la nomina a membro della Royal Society. In quell’anno si stabilì a Leeds dove cominciò le sue ricerche chimiche.
Nel 1772 fu nominato membro dell’Accademia francese delle scienze. Dal 1773 al 1780 fece il bibliotecario e fu compagno di studi di lord Shelburne; abbandonò ogni carriera ecclesiastica.
Aderì alla teoria del flogisto o “principio di infiammabilità” secondo cui il flogisto è responsabile di tutti i processi di combustione, calcinazione, respirazione e formazione degli acidi nonché dell’odore, colore e sapore dei corpi.
Anche se molto noto negli ambienti accademici e scientifici, non fu mai ben accetto per le sue convinzioni religiose e politiche. A causa delle sue concezioni teologiche eterodosse (fu fautore dell’unitarismo, negò l’ispirazione divina delle sacre scritture, l’immacolata concezione e la remissione dei peccati) ebbe termine la sua permanenza presso Lord Shelburne.
Fatto segno dell’avversione del Governo e della Chiesa ufficiale fu oggetto ad una vera e propria persecuzione per le sue idee progressiste repubblicane (per l’appoggio alla Rivoluzione Francese fu nominato “cittadino” dall’Assemblea Nazionale Francese e membro della Assemblee Nationale) e religiose.
Dopo la distruzione della sua casa e del suo laboratorio (1791), su invito della Democratic Society di New York, nel 1794 si trasferì nella Contea di Northumberland (Pennsylvania), Stati Uniti; accolto con onori, sotto la protezione di Thomas Jefferson, si ritirò in una fattoria, dove visse fino alla morte, che avvenne il 6 febbraio 1804.
Priestley ha dato un apporto tale alla conoscenza della chimica da farlo annoverare fra i maggiori chimici di tutti i tempi.
https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Priestley

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