ELEZIONI EUROPEE 2019: ANALISI A CALDO

Qui di seguito i nostri flash / commenti e quelli dei nostri amici sui risultati che stanno arrivando. In alto i più recenti.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un suggerimento da Rossana Marina

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Qualcosa continua a non tornarmi dalle analisi del voto. Per esperienza diretta e guardando i dati in profondità constato che non si tendono più a dare i risultati delle schede nulle, delle schede bianche e degli astenuti. Così in tv, sulla rete, sui giornali. Nello specifico mi riferisco alle europee, ovviamente le amministrative sollecitano altra partecipazione ovunque. Guardando solo i dati del Comune in cui voto, ho l’impressione che oltre il 40 per cento (in altri casi mi sembra si vada anche oltre il 50 per cento) dell’elettorato non abbia votato per nessuno dei soggetti in competizione tra astensione, schede annullate e schede bianche. Perché gli analisti e i politologi non danno più conto di questo fenomeno? Stiamo infatti da anni parlando di percentuali ricavate da chi ha votato per una lista e non dai dati proporzionali assoluti dell’elettorato. Ho infatti l’impressione che in stragrande maggioranza gli elettori italiani non si schierino ed esprimano così un giudizio netto (forse neanche troppo inconsapevole) sulla possibile assenza di una offerta politica adeguata. Oltretutto, questo scenario sta anche all’origine, a mio modesto parere, della velocità e della trasformazione repentina dei flussi elettorali. Ricordo che in Prima Repubblica, i cittadini votavano con percentuali di quasi il 90 per cento di partecipazione e quasi tutti sceglievano una lista o un partito. E che, allora, i rapporti di forza tra partiti dopo il voto rispecchiavano le tendenze reali della società. Oggi?
Luciano Lanna

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La responsabilità ascesa formazioni reazionarie-identitarie e’ di quei partiti “rispettabili” che non hanno (più) la credibilità necessaria per raccogliere voti. Il “consumatore politico” (cittadino-elettore) ha sempre ragione. Facciano autocritica, si rinnovino e si presentino alle prossime elezioni con programmi credibili e candidati decenti, se pensano di meritarsi il voto degli astenuti. Poi ne riparliamo.

Un’italia spaccata in due … ma con la costante Lega … il PD seconda forza al Nord scende al terzo posto al Sud ed Isole … dove il c.d. reddito di cittadinanza ancora traina il voto verso i pentastellati … con gli 80€ di Renzi ormai caduti nel dimenticatoio.

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Qui di seguito i risultati del voto all’estero.
Non sorprende più di tanto la buona performance del PD e di + Europa. In generale l’elettore “espatriato” e’ un po’ più “progressista” di quello che risiede in Italia. Inoltre, non va sottovalutato che la mobilitazione storicamente e’ più importante per i partiti cosiddetti “di sinistra” di cui il PD e’ l’erede e che quindi può contare su molti appoggi da sindacati, patronati italiani all’estero, associazioni, mentre il voto “nostalgico” sul quale contava la destra (ex) tremagliana non ha mai fatto breccia in Europa.

Fatte le debite proporzioni, visto che ha votato meno dell’otto % dell’elettorato.

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