COVID19 : DA QUANDO L’AUMENTO DEL NUMERO DEI DECESSI EQUIVALE AD UNA BUONA E CONFORTANTE NOTIZIA?

Il primo di ottobre, all’inizio della seconda ondata, i casi attivi (cioè i positivi non ancora dichiarati guariti da tampone negativo) erano 52.647. Di questi, 3.388 erano ricoverati in ospedale (tra reparti e terapie intensive) e la quota degli ospedalizzati sul totale dei casi attivi era quindi del 6,4%.Oggi, 22 novembre, i casi attivi sono quasi 806mila, e di questi 38mila in ospedale. Il rapporto degli ospedalizzati sui casi attivi è calato a 4,7%, seguendo una discesa costante nell’ultimo mese.Se oggi il rapporto tra ospedalizzati e casi attivi fosse quello del primo ottobre, dovremmo avere in ospedale 51.865 pazienti invece dei 38mila effettivi. La differenza è di poco meno di 14mila (13.785), numero molto simile alla somma dei decessi registrati dal primo ottobre ad oggi (13.929). Tutti i decessi sono avvenuti in ospedale? No, e non sappiamo con esattezza quanti siano: è però lecito supporre che la stragrande maggioranza lo sia, reparto o terapia intensiva.Posto che bisogna sempre essere cauti nel trasformare la differenza tra due stock in un flusso, i numeri qualcosa suggeriscono. Il fatto che stia rallentando il ritmo di nuove ospedalizzazioni, elemento che viene salutato come indicatore del controllo delle curve, e quindi di buon auspicio per una prossima riapertura, deriva perciò dalla diversa percentuale di ospedalizzati. Se questa fosse la stessa del primo ottobre, dovremmo avere più di 50mila persone ricoverate. Se ne abbiamo “solo” 38mila è (anche, e soprattutto) per l’elevato numero di decessi di queste ultime settimane.Viviamo quindi in una situazione per cui più decessi si hanno, meno aumentano di conseguenza i ricoverati, più il tutto appare un buon e rassicurante andamento in vista delle prossime riaperture alla vigilia delle mai così agognate feste natalizie, con shopping e sciate a contorno. A mia memoria non ricordo una situazione in cui un elevato numero di morti sia causa di una buona e confortante notizia. Ma forse ho poca memoria. Jack Daniel


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